Chinatown verso la chiusura I pronto moda ci pensano
prato. Un tempo era la Prato che non dormiva mai, quella dove potevi trovare, una rosticceria, un bar, un ambulatorio medico (spesso abusivo) o un parrucchiere (idem) a qualsiasi ora del giorno.
Ora invece Chinatown accusa il colpo e va verso la chiusura. Da tempo molti ristoranti sono chiusi per ferie, lo stesso stanno facendo alcuni negozi e nelle chat della comunità cinese si dibatte sulla possibilità di chiudere anche qualche pronto moda del Macrolotto di Iolo. Facile immaginare i motivi: la paura del coronavirus ha fatto scappare i clienti, ma non solo. Sono gli stessi titolari delle attività e i loro dipendenti ad aver paura di poter contrarre il virus. Alcuni di loro sono in autoquarantena o ne sono appena usciti. Altri pensano di tornare in Cina, e alcuni lo hanno già fatto, perché pensano che, nonostante il dilagare nella provincia di Hubei, le misure prese nella madrepatria diano più garanzie contro la malattia di quelle prese in Italia.
È il mondo alla rovescia rispetto solo a pochi giorni fa, quando erano gli italiani ad aver paura dei cinesi. Ora sono i cinesi ad aver paura degli italiani, e li mettono in quarantena quando arrivano in Cina dal nostro paese, come è accaduto nei giorni scorsi.
La situazione nelle scuole è sotto gli occhi di tutti. Sono molti gli alunni cinesi che negli ultimi tempi sono rimasti a casa, e non si tratta solo delle famiglie che si sono messe in quarantena dopo il ritorno dalla Cina. Anche altri hanno deciso di tenere a casa i figli in attesa di tempi migliori. Sarebbero circa mille gli studenti cinesi che mancano all’appello nelle scuole pratesi.
E un altro effetto, fortunatamente meno importante, dell’epidemia di coronavirus è la sparizione dalle strade delle prostitute cinesi che di solito frequentavano la zona della stazione e di via Firenze. — P.N.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google