Il Tirreno

Prato

Ciclista morto a 22 anni, riscontrate due irregolarità nella gara

Vezio Trifoni
Giovanni Iannelli
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Giovanni Iannelli

Protezioni e distanze non rispettate, secondo la Corte sportiva d’appello, dagli organizzatori della corsa in cui perse la vita il ciclista Giovanni Iannelli

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PRATO. La Corte sportiva d’appello sportiva conferma che c'erano infrazioni tecnico-organizzative in occasione dell'87° circuito Molinese che si svolse il 5 ottobre 2019, nel quale perse la vita il ciclista pratese di 22 anni Giovanni Iannelli. Il ricorso al provvedimento di omologazione della corsa del giudice sportivo piemontese era stato presentato dagli avvocati Gianandrea Rosati, Stefano Bacci e Leonardo Pugi per conto della Cipriani & Gestri dove correva l'atleta e la Corte, per il merito delle sue competenze, ha sanzionato la società organizzatrice con due ammende. La prima riguarda l'articolo 84 del regolamento tecnico di strada, dove prescrive che la protezione della sede stradale deve essere predisposta ad almeno 100 metri prima e 50 metri dopo la linea di arrivo a mezzo di transenne.

Così non era e l' «infrazione è pienamente provata, quantunque non acclarata in occasione della gara e, di riflesso non sanzionata in sede di omologazione dal giudice sportivo - continua la sentenza - se ne ricava che il tratto transennato sviluppasse complessivamente non più di 126 metri anzichè i 300 previsti. Rispetto alla zona destra prima dell'arrivo era transennato per un totale di 48 metri e quello sinistro di 52 metri. Dopo l'arrivo quello destro di 14 metri e sinistro di 12 metri».

A questo aspetto si aggiunge anche la valutazione in relazione ad un’altra disposizione del regolamento, cioè «la non conformità della zona di arrivo alle necessità di sicurezza, secondo quanto disposto dall'autorizzazione allo svolgimento della corsa secondo quanto stabilisce l'art 9 del codice della strada». Per questo aspetto la corte sportiva d'appello ha comminato un'ammenda di 300 euro tenuto conto il livello di pericolosità emerso" (il massimo perchè la sanzione per l'articolo in oggetto va da 60 a 300 euro).

«La Corte ha disposto comunque l'omologazione della gara e ha comminato - si legge dalla decisione - alla società organizzatrice Gs Bassa Valle Scrivia Asd l'ammenda di 130 euro per le transenne e di 300 euro per il prospetto infrazioni e sanzioni di natura tecnico organizzativa. Il fascicolo verrà trasmesso alla procura federale per le valutazioni ad essa riservate e l'eventuale seguito di competenza».

Un primo risultato dopo 5 mesi nei quali il padre Carlo Iannelli sta cercando di spiegare che la sicurezza nelle gare ciclistiche è fondamentale, perchè fatti come quello di Giovanni non accadano mai più. Domenica 23 febbraio erano circa in 5000 persone a Roma e c'era anche il pulmann da Prato (con 35 tra amici di Giovanni e familiari) per la manifestazione #Rispettiamocinstrada a sostegno della sicurezza stradale e della sostenibilità e contro le morti sulla strada. Associazioni di ciclisti, motociclisti, pedoni, automobilisti, familiari vittime della strada e oltre 250 associazioni hanno sfilato per le vie della città per sensibilizzare tutti i fruitori delle strade al rispetto reciproco.

«Questo risultato è un primo segnale - dice l'organizzatore Alessandro Malagesi - Giustizia per Giovanni sicurezza per tutti deve essere un modo giusto per sensibilizzare tutti. Noi stiamo creando un'iniziativa dal nome “Tirispetto Lab” per proporre soluzioni concrete alle istituzioni, alle aziende, ai cittadini, alle federazioni. La prima è l'individuazione di un'unica figura istituzionale di coordinamento della tematica "sicurezza" nella riforma delle scuole guida».

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