Il Tirreno

Prato

la malattia “social” 

Ha raccontato tutto su Facebook Valanga di insulti

P.N.
Ha raccontato tutto su Facebook Valanga di insulti

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prato. Ha iniziato a raccontare la sua storia prima di mezzanotte sulla piazza virtuale di Facebook e quasi subito, insieme agli incitamenti a non mollare e alle metaforiche pacche sulle spalle degli amici, sono arrivate le perplessità, i dubbi, infine gli insulti. Una valanga di offese, ieri mattina, mano a mano che la notizia si diffondeva, sul profilo della donna trovata positiva al coronavirus e ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Prato.

«Ho preso il virus a Bergamo e l’ho portato qua!» ha scritto. E ancora: «Sto ancora male, febbre e tosse secca, non guarisco più! – commentando una foto della camera, mentre guarda “L’amica geniale” in tv – E domani mi svenano di analisi... voglio il tifo come quando facevamo le gare di atletica!». «Bergamo ha colpito con tutta la sua Lombardia!». Un’amica le scrive: «Non ci posso credere, non dovevi andare là, perché? ». Lei risponde: «Lo so, Bergamo è il secondo focolaio, dovrebbero chiudere tutto. Speriamo che essere sani e robusti funzioni!! La tenacia non manca!».

In tanti le hanno rimproverato di essere andata al pronto soccorso anziché, come consigliano le autorità sanitarie, chiamare il 118 che le avrebbe mandato un’ambulanza con le precauzioni del caso. «Ho chiamato dal primo giorno che avevo male, ma mi hanno detto - ha spiegato lei - che non provenendo dalla Cina o da Codogno avrei solo consumato i tamponi per coloro a cui servivano. Avevo tutti i sintomi! Ho chiamato tutti ma mi ha risposto solo il numero verde della Lombardia, da cui non potevano farmi i test visto che mi trovavo in Toscana».

Molti altri l’hanno sollecitata a dire che tipo di contatti avesse avuto a Prato prima di arrivare al pronto soccorso, e così è emerso che lei e la madre sono partite in macchina da Firenze per farsi visitare al Santo Stefano: «Quindi niente contatti o contaminazioni per Prato, che è la città dove ho sempre abitato fino al 2016». Insomma, il primo caso pratese di positività al coronavirus in realtà è un caso fiorentino, anche se abbiamo capito che i confini in questa emergenza sanitaria contano poco. — P.N.

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