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economia e virus

Coronavirus, ipotesi rinvio Tari per le imprese

Maria Lardara
L'incontro in Comune con le categorie economiche
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L'incontro in Comune con le categorie economiche

Incontro in Comune sulle difficoltà legate all’epidemia. Cresce del 30% in due mesi la “cassa integrazione” degli artigiani. Alberghi, un "rosso" di 782.000 euro

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PRATO. Altro che primavera e belle giornate in arrivo. Lo scongiurato calo d’affari per gli albergatori pratesi è racchiuso in un dato a sei cifre che Rodolfo Tomada, presidente di Federalberghi Prato, ha snocciolato sul tavolo del sindaco Matteo Biffoni. Un incontro a palazzo comunale con le categorie economiche e i sindacati per affrontare le conseguenze dell’impatto economico del coronavirus. Per il turismo locale è quasi un bollettino di guerra: fino al 70% di prenotazioni cancellate nel periodo fra febbraio e aprile, in fumo un volume d’affari pari a 782mila euro.

«È una rilevazione condotta su sette hotel a quattro stelle – racconta Tomada – Abbiamo perso soprattutto il lavoro di risulta da Firenze». Posticipo delle scadenze fiscali sui tributi comunali (Tari e Imu), ricorso alla cassa integrazione in deroga, moratoria sui mutui: è il leit motiv delle richieste a vario livello (locale, regionale e nazionale) avanzate dalle associazioni Cna, Confartigianato, Confindustria Toscana Nord, Confesercenti, Confcommercio al cospetto di mezza giunta (presenti gli assessori Squittieri, Santi e Mangani). Nuvole anche sul mercato del lavoro, secondo gli indicatori della Cgil riferiti al prelievo del fondo di solidarietà per l’artigianato, la “cassa integrazione” per i lavoratori artigiani. L’accesso a questo ammortizzatore sociale è aumentato del 30% nei primi due mesi del 2020.

«Segnali preoccupanti arrivano dal settore della logistica e delle merci ma anche dal mondo dei servizi in appalto come musei e teatri – denuncia il segretario Lorenzo Pancini – Il prezzo di questa situazione lo paga soprattutto chi percepisce la Naspi e ha bisogno di rientrare nel mercato del lavoro». Non sono rose e fiori nemmeno per l’industria tessile che è ferma con i campionari. In questo periodo i commerciali dei lanifici dovrebbero essere in viaggio con la collezione per l’estate 2021. «Potrebbero esserci ripercussioni nel medio periodo – teme Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord – L’export è una voce importante per il distretto, rappresenta il 60% del fatturato».

Il fatto che le collezioni post fiera siano al momento “congelate” potrebbe ridurre i giri d’affari del 20-30%. Ma è ancora troppo presto per dirlo. L’appello a una serenità anche nei messaggi è trasversale a tutte le categorie. «Il tavolo avrà una cadenza settimanale», fa sapere l’assessora allo sviluppo economico Benedetta Squittieri. Possibilista Biffoni sull’ipotesi di rinviare la Tari per le imprese. «Siamo pronti a valutarla da un punto di vista tecnico, insieme agli altri Comuni e ad Alia». Intanto oggi pomeriggio vertice in Prefettura per fare il punto sulle misure da adottare per contenere il coronavirus. Sarà presente anche il vescovo Giovanni Nerbini.

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