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Prato

Coronavirus, la paziente positiva a Prato: "Ho preso il virus a Bergamo e l'ho portato qua" - Video

di Paolo Nencioni
La foto della camera di ospedale postata su Facebook dalla prima paziente positiva a Prato
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La foto della camera di ospedale postata su Facebook dalla prima paziente positiva a Prato

La donna scrive dall'ospedale di Prato e si tiene in contatto con gli amici su Facebook. Arrivano decine di insulti, ma la donna si difende: "Ho chiamato ma non mi hanno fatto il tampone"

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PRATO. "Ho preso il virus a Bergamo e l'ho portato qua!" scrive su Facebook la donna di 44 anni ricoverata da lunedì sera, 2 marzo, nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Prato dopo che il primo tampone faringeo a cui è stata sottoposta ha dato esito positivo al coronavirus. È il primo caso di Covid-19 che si registra in città.

La voce si è sparsa nella tarda serata di lunedì, quando sono arrivati i risultati dal laboratorio dell'ospedale di Careggi, ed è stata confermata stamattina dal sindaco Matteo Biffoni, in viaggio per Roma dove doveva partecipare a un'audizione alla commissione affari costituzionali alla Camera dei deputati.

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La paziente ricoverata al Santo Stefano si tiene in contatto con gli amici sul profilo pubblico di Facebook e non sembra particolarmente abbattuta. "Sto ancora male, febbre e tosse secca, non guarisco più! - ha scritto sotto una foto della camera, mentre guarda "L'amica geniale" in tv - E domani mi svenano di analisi.... voglio il tifo come quando facevamo le gare di atletica!". E ancora: "Bergamo ha colpito con tutta la sua Lombardia!". Un'amica le scrive: "Non ci posso credere, non dovevi andare là, perché?". Lei risponde: "Lo so, Bergamo è il secondo focolaio, dovrebbero chiudere tutto. Speriamo che essere sani e robusti funzioni!! La tenacia non manca!!".

Il responsabile del Dipartimento di prevenzione dell'Asl Toscana Centro, Renzo Berti, oggi pomeriggio ha fatto il punto sul primo caso pratese e ha detto che la donna sarà dimessa domani. La paziente sta bene, non ha più la febbre e l'esame radiografico a cui è stata sottoposta non ha riscontrato particolari problemi. Resterà in quarantena nel proprio domicilio di Firenze insieme alla madre settantenne, a sua volta sottoposta a tampone perchè avrebbe manifestato oggi la comparsa della febbre. L'indagine epidemiologica, ha spiegato Berti, "si è già conclusa perché negli ultimi dieci giorni l'unico contatto diretto della paziente positiva è stato secondo quanto riferito quello con la persona convivente, la madre". Riguardo al suo arrivo ieri in ospedale, dove è giunta autonomamente, "è stata indirizzata dal personale sanitario a seguire il percorso dedicato, all'interno del presidio ospedaliero di Prato, indossando adeguato dispositivo di protezione (mascherina chirurgica)" spiega la Asl.

La tenda del pre-triage montata otto giorni fa davanti al pronto soccorso lunedì sera non era ancora in funzione. La donna, che attualmente risiede a Firenze, ha trascorso qualche giorno a Bergamo e poi sembrava fosse passata a trovare la madre a Prato, ma lei stessa, rispondendo a un commento su Facebook, fa capire che sia lei che la madre erano a Firenze quando hanno deciso di andare al pronto soccorso dell'ospedale di Prato perché non riuscivano a farsi fare il tampone di controllo: "Quindi niente contatti o contaminazioni per Prato .... che è la città dove ho sempre abitato fino al 2016". Dalla Lombardia alla Toscana sarebbe arrivata in auto.

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Decine di commenti negativi sono apparsi su Facebook in calce ai post della paziente ricoverata nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Prato. Le rimproverano di essere andata al pronto soccorso anziché, come consigliano le autorità sanitarie, fare una chiamata al 118 che le avrebbe mandato un'ambulanza con le precauzioni del caso. "Ho chiamato dal primo giorno che avevo male, ma mi hanno detto - spiega in sostanza la donna contagiata rispondendo ai commenti su Facebook - che non provenendo dalla Cina o da Codogno avrei solo consumato i tamponi per coloro a cui servivano. Avevo tutti i sintomi! Ho chiamato tutti ma mi ha risposto solo il numero verde della Lombardia, da cui non potevano farmi i test visto che mi trovavo in Toscana".

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