Il Tirreno

Prato

le scuole e il virus

Coronavirus, lezioni a distanza per gli studenti costretti in Cina

Maria Lardara
Una ragazza cinese con la mascherina
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Una ragazza cinese con la mascherina

La possibilità di ricorrere alla video-conferenza allo studio dei presidi del Dagomari e Gramsci Keynes.Nelle scuole di grado inferiore lavarsi le mani diventa un gioco, kit di igiene e disinfezione, finestre semiaperte nelle aule

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PRATO. Finestre semiaperte, aule sempre arieggiate. Sì, anche quando c’è lezione. E "santa" Amuchina in ogni spazio: 42 i gel per le mani posizionati in ogni classe dell’istituto Pier Cironi. Una scorta di cento flaconi è stata ordinata dall’istituto Puddu: 24 dispenser sono stati sistemati in postazioni “strategiche”. Si chiama igiene e pulizia la regola d’oro della scuola pratese nell’era del coronavirus, oggi più di ieri: una misura preventiva per ridurre il rischio di infezione, raccomandata in una circolare del 24 febbraio dal ministero della Salute.

AMUCHINA IN CLASSE

L’istituto Pier Cironi non si è fatto trovare impreparato. Prima che scoppiasse la psicosi collettiva per il contagio, ha ordinato a una ditta all’ingrosso una scorta di dispenser di Amuchina per ogni plesso del comprensivo: nelle aule, in segreteria, nei bagni. E poi il preside Alessandro Giorni si accerta personalmente che nelle aule avvenga il ricambio d’aria. «Anche durante la mattina, mentre ci sono le lezioni». Costante l'attenzione per la pulizia degli ambienti. Con una lettera pubblicata sul sito dell’istituto, il dirigente si appella al senso di responsabilità di tutti: docenti, genitori, personale Ata, studenti. «Come istituzione scolastica, ci sentiamo chiamati in causa a ricordare a ognuno dei nostri genitori, docenti, custodi, alunni e alunne, l’importanza di verificare sempre le “notizie” che arrivano sulle chat dei cellulari o sull’email. Da dove viene la notizia? C’è una fonte attendibile? Ho verificato i siti di riferimento ufficiali? Abbiamo una responsabilità educativa, in quanto comunità educante – scrive Giorni - Cogliamo l’occasione di questo momento particolare per la scuola e per il paese, al fine di fare insieme un salto di qualità costruttivo». Il gel Amuchina è entrato anche nelle aule dell’istituto Puddu. «Oggi (ieri, ndr) è arrivata una fornitura di cento flaconi - fa sapere il preside Roberto Santagata - La nostra è una scelta precisa dettata da misure igieniche. In quanto datore di lavoro, il dirigente scolastico è responsabile della sicurezza del personale».

IL GIOCO DELLE MANI PULITE

Una preoccupazione, in particolare, è che non manchi mai il sapone per lavarsi le mani. Uno scrupolo maggiore vale per le scuole dell’infanzia: alle materne del Puddu, realtà che complessivamente conta quasi 1.400 iscritti nelle zone di Maliseti e Viaccia, i bimbi vengono accompagnati in bagno dai custodi. Gruppo per gruppo, classe per classe. «Ci siamo organizzati così fino al 15 marzo – spiega Santagata - per avere la certezza che i più piccoli si lavino le mani anche al di fuori dell’orario del pranzo. Si mettono tutti in fila, per loro diventa una specie di gita che rende giocoso il momento».

VIDEOLEZIONI

Due sono dell’istituto Gramsci-Keynes, tre del Dagomari. Sono in Cina, in attesa di poter rientrare a Prato. Per loro, si sta studiando la possibilità di organizzare lezioni a distanza. «Il fatto che in Cina sia bloccato Google complica il collegamento», spiega il preside del Gramsci-Keynes Stefano Pollini. Più possibilista la collega del Dagomari, Maria Fabbri. «Ho approfondito la questione con l'animatore digitale. Se questa situazione dovesse perdurare bisognerà trovareil modo di organizzare delle videolezioni per evitare che i ragazzi rimangano indietro con il programma».

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