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Prato

LA GIORNATA 

Allarme a scuola per una ragazza Un caso in ospedale

M.L.
Allarme a scuola per una ragazza Un caso in ospedale

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prato. Ieri mattina presto un’ambulanza ha portato al pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano un paziente cinese con sintomi sospetti. Il paziente è stato accompagnato da operatori protetti contro il contagio da coronavirus.Da sabato l’Asl non dà più notizie sui casi negativi, rimandando alla Protezione civile nazionale, dunque per esclusione bisogna dedurre che gli esami sul paziente cinese, che avrebbe detto di aver avuto contatti con connazionali tornati dalla Cina, sono stati negativi.

Un allarme è scattato ieri mattina anche nella succursale del liceo artistico Brunelleschi in via Galcianese. Mal di testa e qualche linea di febbre, tanto basta per far scattare le procedure sanitarie al Marconcino, dove una studentessa di origini cinesi ha accusato questi sintomi al suono della prima campanella creando apprensione fra i ragazzi. Ma la giovane, secondo quanto riferisce al Tirreno la preside Maria Grazia Ciambellotti, non è stata in Cina nell'ultimo periodo. Così come non hanno fatto ritorno dal paese del Dragone i suoi familiari. «Sappiamo soltanto che la studentessa è entrata in contatto con persone rientrate il 1° febbraio dalla Cina a Prato».

La studentessa è stata immediatamente “isolata” in una stanza della struttura in attesa dell’arrivo dei genitori e dell’ambulanza. In un primo momento si era diffusa la voce di un’evacuazione dell’edificio, smentita dalla dirigente scolastica. «Le lezioni - puntualizza la preside - vanno avanti regolarmente». In base ai primi riscontri giunti alla scuola, sembrerebbe esclusa un’infezione da coronavirus. Gli studenti, come detto, sono rimasti in classe, ma molti di loro hanno chiamato a casa per farsi venire a prendere dai genitori prima della fine delle lezioni.

Un allarme anche a Poggio a Caiano. «Questa mattina – dice il sindaco Francesco Puggelli - mi sono precipitato alle scuole Medie Mazzei dove una classe è andata deserta perché si era diffusa, all’interno di una chat dei genitori, la notizia di un rientro dalla Cina di uno studente. Una falsa notizia: perché questo ragazzo è rientrato a Poggio oltre un mese e mezzo fa e dopo il rientro è stato sottoposto ai quindici giorni obbligatori di quarantena domiciliare sotto costante monitoraggio della Asl». — M.L.

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