Toscana
Coronavirus, un altro caso sospetto: negativo il risultato del test
Il sindaco Biffoni: «Non ci faremo trovare impreparati, a chi presenta certi sintomi viene fatto sempre il tampone»
prato. Un altro caso sospetto di coronavirus Covid-19, il quarto a Prato da quando è iniziato l’allarme mondiale per il contagio, è stato registrato la scorsa notte all’ospedale Santo Stefano. Si tratta di una persona di cui le autorità sanitarie non hanno reso noto né il sesso né l’età, che si è presentata con i sintomi di una forte influenza e che è stata sottoposta al test faringeo, il cui risultato, arrivato in giornata, è stato negativo.
Si è chiusa così l’ennesima giornata col fiato sospeso, con gli occhi incollati ai notiziari televisivi e ai siti web d’informazione per l’aggiornamento di un contagio che ha superato i 150 casi e con la Toscana e Prato osservati speciali a causa della folta comunità cinese che vive in città (anche se finora il virus ha colpito quasi solo gli italiani del nord).
È stata una giornata molto lunga anche per il sindaco Matteo Biffoni, impegnato insieme all’assessore all’Immigrazione Simone Mangani in una riunione della task force messa in piedi dalla Regione per affrontare l’emergenza, negli uffici del presidente Enrico Rossi in piazza Duomo. Alla riunione hanno preso parte anche l’assessore Stefania Saccardi e i capi dei dipartimenti delle Asl, compresi Renzo Berti (prevenzione) e Simone Magazzini (emergenza urgenza).
«Noi non dobbiamo farci trovare impreparati - ripete Biffoni al termine della riunione che si è protratta dalle 10,30 alle 16,30 - È vero, c’è un’attenzione spasmodica sulla Toscana, ma quello che sta accadendo in Lombardia e Veneto dimostra che il problema è di tutti. Noi le barriere le abbiamo tirate su, ora proviamo a stringere ancora di più i bulloni. L’unica fortuna in questa difficile situazione è che possiamo vedere le scelte che hanno fatto in altre regioni e in altri comuni, col vantaggio di essere preparati ad affrontare problemi che hanno già affrontato altri».
Da quello che viene raccontato sui contagi nel nord è emersa l’idea che il contagio sia stato scoperto tardi, quando i pazienti erano negli ospedali già da qualche giorno. E di conseguenza si fa strada il sospetto che anche altrove, per esempio in Toscana, possano spuntare casi di coronavirus a scoppio ritardato.
Biffoni non ci crede. «Non penso che in Toscana, e tantomeno a Prato, possa accadere una cosa del genere. Ora se al Santo Stefano è ricoverato qualcuno con quei sintomi il tampone glielo fanno di sicuro».
Tra le misure decise durante la riunione fiorentina della task force c’è anche la sospensione (per i 180 giorni di emergenza proclamati con atto nazionale) della penalità per la mancata presentazione, senza preavviso, agli appuntamenti con gli esami specialistici. Per quanto riguarda gli ospedali, compreso il Santo Stefano, l'indicazione è di limitare per quanto possibile gli ingressi ai presidi, per ridurre l'accesso privo di sorveglianza; inoltre si raccomanda di istituire check point e sensibilizzare i visitatori all'utilizzo dei disinfettanti per le mani; e di invitare a ridurre il numero degli accompagnatori e dei visitatori. Inoltre a livello nazionale è stato deciso di sospendere le gite scolastiche, sempre nell’ottica di prevenire un eventuale contagio. Sono tutte misure che vanno a incidere sulla vita di migliaia di persone, ma sopportabili per la posta in gioco, che è quella di limitare il più possibile il rischio di contagio. Al momento, spiega una nota del Comune, non si registrano casi sul territorio e dunque non sono previsti ulteriori provvedimenti o ordinanze.
Il sindaco Biffoni si è poi occupato di una questione di secondaria importanza rispetto alle altre, ma che aveva creato qualche polemica nei giorni scorsi. Biffoni infatti ha dato mandato all'ufficio legale del Comune di verificare gli estremi giuridici per la rimozione di alcuni dei manifesti comparsi in città su iniziativa di un club di bikers. Uno era un messaggio di solidarietà alla comunità cinese, un altro ricordava che l’epidemia “è solo temporanea” e ha aveva suscitato le ire della Lega. Il sindaco ricorda che questi manifesti «non necessitano di alcuna autorizzazione preventiva», ma bisognerà verificare se il contenuto dei messaggi possa essere ritenuto contrario alle direttive per il contrasto del Coronavirus. —
Paolo Nencioni
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