Nardi: «Voglio che il Politeama diventi un luogo vissuto dalla città»
Il nuovo presidente del teatro è succeduto a Betti «Ci sentiamo soli perché Roberta ci manca tantissimo»
PRATO. Un teatro sempre più aperto alla città e che sappia parlare anche ai giovani. È quello che ha in mente il neo presidente del Teatro Politeama Pratese Maurizio Nardi. Avvocato, 58 anni, dal 19 febbraio è succeduto alla guida del teatro a Roberta Betti, storica presidentessa e anima del Politeama, scomparsa lo scorso 22 gennaio.
Come è arrivata la sua nomina?
«In maniera piuttosto naturale. Io e Lamberto Muggiani (vicepresidente del teatro e presidente della scuola di musical Arteinscena) eravamo le persone più vicine a Roberta, perciò quando è venuta a mancare la mia designazione è stata quasi automatica».
Quando è cominciato il suo legame col Politeama?
«L’ho visto nascere. Ero poco più che un ragazzo quando negli anni ‘90, come presidente di un’associazione giovanile pratese, fui coinvolto da Roberta nell’avventura del teatro e del suo “salvataggio”. Da allora ho avuto la fortuna di starle a fianco per quasi 30 anni. Mi ha insegnato tantissimo».
In particolare?
«L’entusiasmo e la determinazione. Roberta era un caterpillar: energia pura».
Che clima si respira al Politeama del “dopo Betti”?
«Ci sentiamo soli, perché Roberta ci manca tantissimo. Avevamo la sensazione che fosse immortale e che non ci avrebbe mai lasciati. Ma abbiamo l'entusiasmo di portare avanti il teatro nel suo nome».
Come vi siete organizzati? «Roberta ricopriva tutti i ruoli, dalla direttrice artistica alla contabile, e aveva tutto in testa. Ma sappiamo che una fuoriclasse come lei non esiste più, perciò ci siamo divisi i ruoli, anche creando nuove figure: come quella del consigliere delegato (Muggiani), che sarà affiancato da un direttore amministrativo e un coordinatore della programmazione».
Come immagina il Politeama di domani?
«Vorrei che fosse un luogo sempre più vissuto dalla città e frequentato anche dai giovani. Uno spazio di aggregazione dove i pratesi possano passare il proprio tempo, non solo per gli spettacoli. Un luogo “utile” a Prato».
In che modo?
«Ad esempio mettendo a disposizione della città il ridotto, che ora è sottoutilizzato, e le due terrazze. Ma anche coinvolgendo locali, ristoranti e i negozi del centro. Poi aumentando la convegnistica, stringendo rapporti con le realtà culturali cittadine (come il Pecci o palazzo Pretorio) e rendendo gli spazi del teatro modulari. In progetto c’è anche la creazione di un’associazione Amici del Politeama, per raccogliere consigli, osservazioni e fondi».
Com'è la situazione economica del Politeama?
«Difficile. Abbiamo bisogno di più risorse. Confidiamo che il Comune (socio del teatro per un terzo del capitale ndr) ci dia una mano anche di più di come ha sempre fatto. Il sindaco ci ha dato rassicurazioni in merito. Tra poche settimane lanceremo inoltre una campagna di crowdfunding per la scuola Arteinscena».
Per la programmazione su che cosa puntate?
« Su spettacoli di richiamo per il grande pubblico. Per far vivere il Politeama a più persone possibile, ma anche perché “aprire il sipario” ha costi enormi e c’è bisogno di riempire il teatro affinché sia sostenibile. Poi potenziare l’offerta di lirica e di spettacoli per i giovani, soprattutto musicali».
Allora in bocca al lupo... «Crepi. Di sicuro Roberta da lassù ci darà una mano». —
Fabrizia Prota
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