Il Tirreno

Prato

in calo le mascherine chirurgiche 

Alla Farmacia Etrusca va forte il disinfettante per pulire le mani

A. F.

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PRATO. Farmacie piene. La “Etrusca, ” sempre in via Pistoiese, è un via vai di persone. Italiani e cinesi, non c’è distinzione; qualcuno ha in borsa i soliti farmaci da ricetta, qualcun altro porta alla cassa le confezioni di soluzione alcolica per disinfettarsi le mani. Le stesse, uguali, che si vedono in ospedale, attaccate sui muri dei reparti. In strada anche un medico dell’ospedale Santo Stefano, che abita qui a pochi metri: «Le mascherine chirurgiche non servono a niente – dice – le uniche sono le mascherine FP3 dotate di respiratore che possono evitare al 98 % la trasmissione aerobica di un eventuale virus». Le mascherine FP3, con respiratore, possono andare da un costo di 9 fino a 100 euro e si vendono ovunque, anche on line. C’è gente per strada, anche se sembra un’anomalia. Ma le mascherine a giro sembrano diminuite. Anche i cinesi ne portano di meno. «Io abito qui ma la mascherina non me la metto e non ho proprio intenzione di farlo», dice Roberto Chelli, 64 anni. «Da quando è scoppiato l’allarme coronavirus, almeno a giro, i cinesi sono molti, ma molti meno. Comunque il problema c’è o meglio potrebbe esserci. Ora tutti si concentrano sulla Lombardia o sui clandestini qui, ma la questione vera sono quelli che rientrano dalla Cina, chi si muove, mica chi si nasconde da mesi. Mi auguro che qui a Prato non ci siano mai dei casi». — A. F.

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