Lutto
Una task force si occuperà di tutelare il lavoro nelle cooperative
La direttrice Inail Tartaglia: «Bisogna responsabilizzare gli appaltatori attraverso un’attività ispettiva»
PRATO. Una task force per monitorare il lavoro nelle cooperative in ambito provinciale soprattutto negli appalti. Alla sede dell'Inail l'osservatorio si rafforza con la firma nell'atto di indirizzo di numerose sigle dall'Inps, all'Inail, all'Agci, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl e Uil e Itl Prato e Pistoia L'Atto sarà ad uso delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti privati delle province di Prato e Pistoia per tutelare le condizioni di lavoro negli appalti.
«Questo documento - spiega Ernestina Pessini, direttrice ITL (ispettorato territoriale del Lavoro) Prato e Pistoia - dà delle indicazioni ben precise, in tema di appalti, per evitare fenomeni di massimi ribassi, concorrenza sleale ed elusione delle normative. L'osservatorio è un organismo che opera da diversi anni e l'idea è quella di accendere i riflettori sull'attività cooperativa. Si guarda alle cooperative spurie che non applicano i contratti di lavoro legalizzati e grazie a queste segnalazioni le parti sociali cercheranno di fare particolari controlli per mettere sotto osservazione attività non revisionate o che non adottano i regolamenti». Quali sono le attività più soggette a questa mancanza di tutela ? «Sicuramente le cooperative di facchinaggio, della logistica, panifici ma ce ne sono tante - continua la direttrice ITL - la tattica è quella di chiamarlo socio anzichè lavoratore anche se non conosce il regolamento della cooperativa, non partecipa agli utili e non approva il bilancio e quindi non è un vero e proprio socio che ha un inquadramento completamente diverso da chi è assunto».
«In molti casi viene utilizzata una forma impropria di contratto legato alla cooperativa per ridurre i costi e la tutela dei lavoratori - mette in luce Fabrizio Gorelli della Cgil - non tutte le cooperative utilizzano contratti pirata e proprio per tutelare chi è in regola bisogna colpire chi somministra lavoro in modo non corretto con effetti dumping e di concorrenza sleale».
«Bisogna responsabilizzare gli appaltatori - dice Sabrina Tartaglia, direttrice Inail di Prato - attraverso un'attività ispettiva che arriva da una sinergia tra gli appaltatori e i soggetti del territorio. Bisogna delimitare le situazioni per questo a marzo sono in programma altri incontri con le associazioni rappresentative, gli ordini professionali e gli enti pubblici. In questi incontri verranno approfonditi i contenuti dell'atto e il suo valore di ausilio alla lotta all'illegalità».
Un osservatorio che non è un organo di vigilanza ma un organo collegiale che aiuta gli organi di controllo e serve a indirizzare e ad essere più efficace.
Due gli obiettivi una clausola di tutela minima in tutti i contratti di appalto e intervenire tempestivamente in casi di illegalità. Tutto per la promozione della legalità e delle buone pratiche. —
Vezio Trifoni
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