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Un’invasione di alberi e siepi in tre quartieri

Maria Lardara
Un’invasione di alberi e siepi in tre quartieri

Il progetto Prato Urban Jungle parte ufficialmente venerdì 28 febbraio al Centro per l’Arte Contemporanea Pecci 

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PRATO. Metti una giungla di alberi a San Giusto, nei tre condomini popolari di via Turchia dove vivono 103 famiglie. Aggiungine un’altra intorno al quartier generale di Estra in via Panziera, e poi un’altra ancora in una via di Chinatown dove sorgerà il mercato coperto. Entro il 2021, un’invasione di alberi e siepi “rigenererà” tre quartieri ad alta densità abitativa, rendendoli più sostenibili. Avanti tutta dunque con la forestazione urbana di Prato in tre mosse: il progetto “Prato Urban Jungle”, che ha riversato sul nostro territorio 3,8 milioni di euro di fondi europei (bando Urban Innovative Action 2019), si presenterà il 28 febbraio al Centro Pecci, dalle 16 alle 19. Durante l’evento “Prato fabbrica giungle” interverranno l’architetto Stefano Boeri e il neurobiologo Stefano Mancuso che, con la startup Pnat, danno autorevolezza scientifica al progetto che vede la collaborazione di Legambiente e dell’associazione Vivaisti Italiani (sede a Pistoia). Del resto, il tema della forestazione urbana è parte integrante del piano operativo del Comune, lo strumento di pianificazione urbanistica del territorio. Si parla di migliaia di alberi che verranno disseminati in tre zone della città. «La sfida - sottolinea l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis - è come intervenire in città creando aree ad alta densità di verde per una riprogettazione in chiave green che tenga conto delle proprietà anti-inquinamento delle piante». Diversi i soggetti coinvolti: oltre a Pnat, l’istituto di bioeconomia del Cnr, Estracom, Treedom, Greenapes, Epp.

Via ai sensori. La fase di progettazione tecnica impegnerà tutto il 2020: i lavori inizieranno agli inizi del 2021 per terminare nel gennaio 2022. Nelle prossime settimane saranno posti 32 sensori ad alta tecnologia nei tre siti individuati: serviranno a misurare la qualità dell'aria e la capacità di assorbimento degli inquinanti da parte degli alberi. Oggi il polmone verde di Prato è formato da 29mila alberi di proprietà pubblica, che servono a eliminare 3.715 chilogrammi di inquinanti atmosferici ogni anno.

Il mercato coperto aspetta. Doveva arrivare entro la fine del 2019 il bando di gestione del mercato coperto nell’ex fabbrica Forti di via Giordano (i lavori sono in dirittura d’arrivo). Ma potrebbe slittare nel 2021 visto che l’edificio pubblico nel cuore del Macrolotto Zero, finanziato con i fondi del Piu (piano innovazione urbana), è uno dei tre siti selezionati per gli interventi di giungla urbana. Alberi e banchi enogastronomici per una riqualificazione a 360 gradi del quartiere.

L’edificio di Estra. Giungle cittadine e aree private a braccetto: un altro sito individuato per la forestazione urbana è l’edificio di Estra e i dintorni. Si parla di un’area trafficata lungo la Declassata su cui transitano giornalmente 50mila veicoli al giorno. L’investimento sarà a carico di Consiag mentre le spese di progettazione rientrano in “Prato urban jungle”.

Via Turchia. In un complesso di alloggi popolari in via Turchia – 152 appartamenti abitati da circa 500 persone – sarà sperimentata una giungla urbana con il ruolo determinante di Epp (Edilizia pubblica pratese). «Si potrebbe pensare a un progetto di urban farming per creare posti di lavoro», conclude Barberis. —

Maria Lardara

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