Sicurezza
La politica pratese si azzuffa sull’emergenza coronavirus
La destra all’attacco di Comune e Regione: «Serve la quarantena obbligatoria» Biffoni: «Dovremmo chiedere le dimissioni del presidente della Lombardia?»
prato. Se finora la questione coronavirus si era mantenuta nell’alveo del fisiologico scontro politico, con l’esplosione dell’epidemia in Lombardia e nel Veneto la polemica ha assunto toni sempre più accesi, col centrodestra all’attacco su tutti i fronti.
Ad aprire le ostilità è stato subito dopo l’ora di pranzo il deputato Giorgio Silli (ex Forza Italia, ora Cambiamo). «Il presidente della Regione Toscana e i sindaci di Firenze e Prato – ha scritto – hanno il dovere di un ripensamento rispetto alla posizione scellerata e incosciente assunta sulla quarantena. Se le istituzioni toscane hanno a cuore la salute dei cittadini, allora per l’amore di Dio tornino sui loro passi». Il tema è sempre quello: quarantena volontaria (i cinesi di ritorno dalla Cina la stanno già facendo) oppure obbligatoria, come consiglia il virologo Roberto Burioni?
«Qualcuno avvisi il compagno Rossi che è ora di smetterla di far prevalere l’ideologia sulla scienza – rincarano la dose la deputata azzurra Erica Mazzetti e Stefano Mugnai, vice capogruppo e coordinatore regionale di Forza Italia.
«L’allarme sul coronavirus che si intensifica oggi non ha cambiato di una virgola l’attenzione che Prato mette dall’inizio dell’emergenza su questo tema - risponde l’assessore comunale all’Istruzione Ilaria Santi dopo una riunione che si è tenuta in Comune - Ogni giorno la cabina di regia cittadina è in stretto contatto per monitorare la situazione. Dalle nostre scuole cittadine giunge la notizia che lentamente gli alunni che si erano stati messi in quarantena dalle loro famiglie hanno terminato il periodo di 14 giorni in casa e stanno tornando a frequentare le lezioni».
Ma il centrodestra non molla l’osso. Il capogruppo di Fratelli d'Italia Claudio Belgiorno ha presentato una mozione in cui si chiede al sindaco di emettere un'ordinanza urgente per “disporre la quarantena obbligatoria su tutto il territorio comunale per tutti coloro che rientrano dalla Cina”. Critiche anche dalla Lega, che in una nota sostiene che “Biffoni e compagni stanno facendo di tutto per evitare e rimandare le discussioni su argomenti e problematiche particolarmente delicati”. «Non avendo altro a cui attaccarsi, si attaccano a questo - commenta in serata il sindaco Matteo Biffoni - Si qualificano per quello che sono. Che dovremmo fare, ora che ci sono stati casi in Lombardia e nel Veneto? Chiedere le dimissioni dei presidenti di quelle regioni? Qui la nostra attenzione al problema e la sensibilità della comunità cinese finora hanno funzionato».
Il consigliere leghista Leonardo Soldi però apre subito un altro fronte e se la prende con alcuni cartelli comparsi negli ultimi giorni in città. Sono messaggi di solidarietà alla comunità cinese, nessuno sa esattamente chi li ha fatti affiggere, ma ce n’è uno che ha fatto infuriare soldi. C’è scritto “L’epidemia è solo temporanea” e Soldi ci ha letto una sottovalutazione del problema. Secondo Soldi i messaggi che riguardano la salute pubblica, soprattutto in questi giorni, devono arrivare dalle istituzioni o dalle autorità sanitarie. Per questo chiede al sindaco che faccia rimuovere quei cartelli. Il sindaco dice che non ha avuto ancora il tempo di occuparsene. Valuterà insieme a Sori (la società che autorizza l’affissione) e poi eventualmente farà intervenire la polizia municipale. L’emergenza al momento è un’altra. —
Paolo Nencioni
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