Il Tirreno

Prato

lotta allo spaccio 

I carabinieri prosciugano un fiume di droga sintetica

Paolo Nencioni
I carabinieri prosciugano un fiume di droga sintetica

Fermato un trentenne cinese con quattro chili tra ecstasy, shaboo e ketamina Era in città da meno di 10 giorni e voleva rifornire i locali. Anche italiani tra i clienti

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prato. Quando i carabinieri hanno scoperto che lo spacciatore cinese appena arrestato con quasi quattro chili di droga era senza permesso di soggiorno ed era arrivato a Prato da non più di 10 giorni senza che si sapesse da dove veniva, il pensiero comprensibilmente è corso all’epidemia del nuovo coronavirus. Per fortuna il trentenne fermato mercoledì sera in via Erbosa sta bene e non presenta alcun sintomo sospetto.

Più che del virus dovrà preoccuparsi del processo che lo attende, perché nella stanza presa in subaffitto da un connazionale i carabinieri hanno trovato una valigia col campionario completo delle droghe sintetiche: 842 grammi di ketamina, 829 grammi di shaboo, 650 pasticche di ecstasy rosa col logo “Philip Plein”, altre 74 celesti col logo “Skull punisher” e ben 3.186 ulteriori pasticche di ecstasy col logo “My brand”.

Aveva sostanze stupefacenti per tutti i gusti, insomma, il trentenne ora chiuso in una cella della Dogaia e secondo i carabinieri avrebbe potuto spacciarle nel giro di un paio di settimane, in parte al dettaglio e in parte all’ingrosso. Il valore stimato della droga, al dettaglio, è di 170.000 euro.

Quanto alla provenienza, i militari del Nucleo investigativo, coordinati dal colonnello Marco Grandini e dal tenente colonnello Riccardo Marchi, ritengono che le pasticche, la ketamina e lo shaboo vengano dall’Olanda. Non è dato sapere se sia stato lo stesso spacciatore a rifornirsi direttamente nei Paesi Bassi o se abbia ricevuto la partita di droga da un complice.

Su questo sono in corso ulteriori indagini. Si sa però che tra i clienti del trentenne cinese ci sono anche alcuni consumatori italiani, mentre la maggior parte sono suoi connazionali. La droga sintetica era destinata ai locali frequentati dagli orientali, che secondo i carabinieri, nonostante l’allarme per la diffusione del coronavirus, sono tornati a essere abbastanza frequentati.

La quantità di sostanze stupefacenti trovata nella stanza di via Erbosa dà un’idea del consumo assicurato dalla numerosa clientela dello spacciatore. Di lui si sa soltanto che è arrivato in città da meno di 10 giorni e che prima di arrivare a Prato è passato da Bologna.

I carabinieri del Nucleo investigativo lo hanno “agganciato” quasi subito e si sono messi a seguire i suoi spostamenti, scoprendo che si serviva di uno dei tanti taxi abusivi condotti dai suoi connazionali nella zona di Chinatown per spostarsi in giro per la città. Di solito usciva la sera poco prima dell’apertura dei locali e si faceva portare all’appuntamento coi clienti, anche nei pressi delle sale videolottery. Dopo aver fatto la consegna si faceva riportare indietro ma mai in via Erbosa: preferiva scendere anche a una certa distanza e poi tornare a piedi, forse per eludere gli eventuali pedinamenti. Una strategia che però, evidentemente, non lo ha messo al riparo dalle indagini dei carabinieri.

Mercoledì sera, dopo aver inventariato la droga sequestrata, i carabinieri hanno avvertito il sostituto procuratore di turno, Carolina Dini, e subito dopo hanno portato l’arrestato alla Dogaia, in attesa dei provvedimenti che nei suoi confronti vorrà prendere la magistratura. —

Paolo Nencioni

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