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Rapinò la sorella, tradito dalle impronte lasciate sullo scotch

Rapinò la sorella, tradito dalle impronte lasciate sullo scotch

I carabinieri hanno rintracciato un cinese che era sparito dopo essere stato condannato a tre anni e sei mesi

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PRATO. Durante la notte del 22 agosto 2016 insieme a tre complici, rapinò in modo brutale una connazionale in casa, scappando con oro e denaro dopo averla legata e imbavagliata. I carabinieri scoprirono che la rapina fu organizzata proprio dal fratello della vittima, sommerso dai debiti di gioco. L’uomo per quella rapina è già stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione, ma si è reso irreperibile e non li ha mai scontati. Martedì i carabinieri di Iolo sono riusciti a rintracciare il latitante, che è finito in carcere.

Ricordando la vicenda, i carabinieri intervennero alla periferia di Carmignano nell’abitazione di una donna cinese che era stata bendata e imbavagliata ed era in evidente stato di choc. La donna riferì che, poco prima, quattro soggetti che parlavano cinese, a volto coperto e armati di bastoni e coltelli, si erano introdotti nella sua abitazione e l’avevano bendata e legata, derubandola di oro e denaro per circa 2.000 euro. I carabinieri del Nucleo investigativo di Prato, specializzati nel rilevamento di tracce e impronte, hanno raccolto molti indizi, tra questi alcuni frammenti di nastro da imballaggio utilizzato dai malfattori per legare la vittima.

I reperti vennero inviati al Ris di Roma per l’esaltazione delle impronte. La scoperta fu che su uno dei frammenti era presente l’impronta del fratello della vittima. A quel punto sono partite le indagini per appurare se le impronte presenti sul nastro erano una casualità dovuta alla frequentazione da parte dell’arrestato della casa oppure se lo stesso era coinvolto nella commissione del reato. Le indagini hanno consentito di accertare la verità, ossia che è stato proprio il fratello della donna ad organizzare la rapina con alcuni complici cinesi non ancora identificati. Da successivi accertamenti è ipotizzabile che l’arrestato, ormai soffocato dai debiti di gioco, abbia organizzato la rapina forse sperando di trovare un bottino più ricco.

Ma oltre a trovare solo 2.000 euro, ha lasciato quelle impronte che alla fine lo hanno inchiodato alle sue responsabilità. —

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