Il Tirreno

Prato

Case e conti correnti contestati, il tesoro dei rom sarà confiscato: lo ha deciso la Cassazione

di Paolo Nencioni
Patrizia e Djula Ahmetovic dopo lo sfratto dalla casa concessa loro dal Comune
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Patrizia e Djula Ahmetovic dopo lo sfratto dalla casa concessa loro dal Comune

Prato: la suprema corte ha scritto la parola fine sull'annosa vicenda dei beni per 2 milioni e 412mila euro sequestrati alle famiglie Ahmetovic e Halilovic che secondo il Tribunale di Prato andavano restituiti

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PRATO. La Cassazione ha scritto la parola fine sull'annosa e controversa vicenda del cosiddetto "tesoro dei rom", i beni per un valore di 2 milioni e 412mila euro che nel giugno 2017 furono sequestrati dalla guardia di finanza a 14 membri delle famiglie Ahmetovic e Halilovic sul presupposto che case e conti correnti non fossero giustificati dai redditi dichiarati e soprattutto fossero il provento dei numerosi reati commessi dai membri delle due famiglie (sette di loro hanno accumulato ben 76 precedenti per reati contro il patrimonio).

La vicenda è arrivata fino alla suprema corte dopo un percorso molto travagliato. Come detto, il sequestro, nell'ambito dell'inchiesta condotta dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Antonio Sangermano e che fu chiamata "Falsi poveri", risale al giugno 2017. Nell'ottobre del 2018 la Procura ha chiesto la confisca dei beni, misura a cui si sono opposti i diretti interessati, difesi dagli avvocati Antonio Bertei, Antonino Denaro, Gabriele Terranova, Tommaso Magni e Antonio Simoncelli. Ma il 4 dicembre dello stesso anno il Tribunale presieduto da Francesco Gratteri, con una decisione che provocò l'irritazione dell'allora ministero dell'Interno Matteo Salvini, dette ragione ai rom e ordinò la restituzione dei beni spiegando che mancava la continuità temporale tra i reati commessi da alcuni membri delle due famiglie e l'acquisizione dei beni. "Ma è normale?" si chiese Salvini in uno dei suoi numerosi tweet annunciando l'intenzione di chiedere lumi al ministro della giustizia.

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Contro la decisione del Tribunale presentò ricorso la Procura, ottenendo dalla Corte d'appello di Firenze dapprima la sospensione dell'ordinanza, nel gennaio 2019, e poi nel merito un ribaltamento del verdetto, nel maggio dello stesso anno. A questo punto è toccato agli avvocati difensori fare ricorso in Cassazione, nella speranza di ribaltare per l'ennesima volta le sorti della misura di prevenzione patrimoniale. La prima sezione della Cassazione ha tenuto udienza mercoledì 19 febbraio e la decisione è stata resa nota oggi, 20 febbraio. Tre dei 12 ricorsi sono stati ritenuti inammissibili, mentre gli altri nove sono stati respinti, con condanna al pagamento delle spese processuali.

I 14 rom a cui erano stati sequestrati i beni sono Alessandro Ahmetovic, Djula Ahmetovic, Patrizia Ahmetovic, Valter Ahmetovic, Delija Halilovic, Thomas Halilovic, Daicor Ahmetovic, Misel Ahmetovic, Marsella Ahmetovic, Seravino Ahmetovic, Aida Halilovic, Gemina Salkanovic, Munevera Sejdovic e Ana Adzovic.

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