Il dolore
Coronavirus, solo un italiano si presenta all’ambulatorio
Il test ha dato esito negativo. Infondati i timori di una ressa all’Osmannoro Ora l’Asl consiglia la quarantena volontaria a chi è rientrato dalla Cina
PRATO. In tutta la giornata di ieri è arrivata una sola chiamata al numero 055-545454 istituito dalla Regione per tutti coloro che, rientrati dalla Cina in Toscana, volessero sottoporsi al test per il nuovo coronavirus Covid-19. L’Asl Toscana Centro spiega che si tratta di un giovane italiano rientrato sabato dalla Cina in presenza di una prima sintomatologia (tosse, febbre, mal di gola). È stato prelevato il campione respiratorio ed inviato al laboratorio di microbiologia di Careggi. Nel pomeriggio il test ha dato esito negativo ed è stato prontamente comunicato al diretto interessato. Al momento, dunque, si è rivelato del tutto ingiustificato l’allarme di coloro che temevano che intorno all’ambulatorio aperto dalla Regione all’Osmannoro per eseguire i test si creasse un assembramento di potenziali malati. Un timore che aveva spinto i dipendenti della società FabricaLab a contestare pesantemente l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi e le autorità sanitarie in occasione della presentazione dell’ambulatorio di via Lucchese. L’Asl ha reso noto che i cinesi rientrati in Toscana negli ultimi due mesi sono circa 1.300, segnalati all’azienda sanitaria, e sono in isolamento domiciliare volontario e oggetto di sorveglianza attiva da parte del Dipartimento di Prevenzione. Gli altri cittadini che si sono recati in Cina per trascorrere le festività del Capodanno sono attualmente bloccati dalle autorità cinesi. Sono 364 i bambini in isolamento domiciliare volontario con le rispettive famiglie. Di queste, 120 hanno già superato il periodo di 14 giorni di isolamento previsto dalla circolare ministeriale. Sulla questione della eventuale quarantena a cui sottoporre chi rientra dalla Cina, sulla quale c’è stata una polemica a distanza tra il virologo Roberto Burioni, favorevole alla misura, e l’assessore regionale Saccardi, per la quale non era necessaria, va registrato un parziale cambio di rotta. «In un rapporto di proficua collaborazione con il Consolato cinese – scrive l’Asl – coloro che rientrano dalla Cina sono invitati ad attuare un isolamento volontario a domicilio di 14 giorni. Sono state già state diffuse le informazioni tradotte in lingua cinese relative alle modalità di auto monitoraggio domiciliare delle condizioni di salute». Intanto il direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, ha scritto al commissario straordinario nazionale per la gestione dell’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli, per chiedere delucidazioni sulle azioni di prevenzione. Dopo aver ricordato le misure messe in campo dall’Asl, Morello Marchese scrive: «A seguito di ripetute comunicazioni a mezzo stampa e social sulla necessità di “obbligare” in isolamento tutta la popolazione di rientro dalla Cina, cinese e non, si chiede alla signoria vostra delucidazioni in merito a quanto riportato». Cauto anche il sindaco Matteo Biffoni: «Ci atteniamo alle prescrizioni delle autorità sanitarie. Bene la quarantena volontaria, soprattutto per chi è stato a contatto con soggetti a rischio, ma solo lo Stato può dare indicazioni diverse su questo tema. Credo che finora sia stato molto importante il filtro negli aeroporti». Ieri nei pressi dell’Esselunga di Pratilia è comparso un grande cartello pubblicitario con la scritta “Un virus non ha né nazionalità né colore, tutti uniti con voi”. Un segno dei tempi. —
Paolo Nencioni
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