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commercio & logistica 

L’Interporto vuole allargarsi e Leroy Merlin chiede spazio

Vezio Trifoni
L'interno di un negozio Leroy Merlin
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L'interno di un negozio Leroy Merlin

Il progetto interessa 25 ettari, quasi tutti nel comune di Campi Bisenzio. Il colosso del bricolage punta a un nuovo negozio ma l’iter è fermo da 5 anni 

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prato. Ora che la Valutazione di impatto ambientale ha avuto il suo ok si apre la prospettiva dell’allargamento per l’Interporto della Toscana Centrale, il progetto di espansione su un’area complessiva di 250mila metri quadrati (dei quali 221mila nel territorio di Campi Bisenzio e i restanti nel Comune di Prato). Terreni da destinare a servizi di logistica volti allo sviluppo dell’intermodalità. Il percorso adesso prevede una serie di incontri istituzionali con i comuni di Prato e Campi Bisenzio e con la Regione Toscana per definire tempistiche e modalità operative. Un piano che porterà occupazione per tutta la Piana, creando potenzialmente 300 posti di lavoro fra collaboratori diretti e indotto.

Ma su 8 ettari del territorio c’è anche un altro progetto che era stato presentato dall’azienda Leroy Merlin che vende prodotti per bricolage, edilizia, decorazione e giardinaggio oltre ad altri servizi. «Siamo presenti in 14 paesi con 114mila collaboratori – spiega il responsabile sviluppo immobiliare, Andrea Gelli – Noi siamo per un investimento concreto e per una ricaduta di posti di lavoro sul territorio. Questo progetto potrebbe dare lavoro a 160 addetti e ci sarebbe un indotto di 35 aziende artigiane per servizi di posa, muratura e installazione. Pensiamo che l’allargamento dell’Interporto e la costruzione del nuovo punto vendita Leroy Merlin siano compatibili per uno sviluppo dell’area».

A conferma della soluzione interviene il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi. «È dal 2015 che cerchiamo a più riprese di trovare una mediazione – spiega il sindaco di Campi – Per un Comune è fondamentale pianificare il proprio territorio e in questo caso le due esigenze di allargare l’aspetto intermodale, che è un sevizio pubblico, e quello commerciale possono coesistere anche perché l’azienda interverrebbe sul miglioramento della circolazione che è necessario. Inoltre c’era già un accordo di investimenti in tutta la Toscana per nuove aperture e tra l’altro era stato firmato con i proprietari dei terreni un contratto preliminare. Ora che la valutazione ha avuto esito positivo penso che sia giusto discutere e mettere sul tavolo anche questa proposta».

«Purtroppo la difficoltà per lo sviluppo c’è e la possiamo riassumere nella burocrazia – continua Gelli – Non è possibile che un progetto che ha già 10 anni e ancora non è attuato possa essere attuale. Il mondo cambia ad una velocità estrema mentre gli aspetti burocratici non capiscono le esigenze reali. Abbiamo cercato di trovare un accordo anche con la Regione con un piano di investimenti di 120 milioni con 700 assunzioni e 5 nuovi punti vendita in tutta la regione compresa l’area di Campi. Ora che entriamo nella parte autorizzativa penso che sia giusto far parte di questo processo. Abbiamo dei progetti come povertà energetica, bricolage del cuore per verniciare le case alle famiglie in difficoltà, Bosco fai da noi per gli alberi puliti, servizio Eco per le scuole primarie, Sos fai da noi e moduli di manualità per bambini – conclude Gelli – oltre alla rigenerazione urbana per rivalutare il territorio che ha necessità di recupero. L’87% dei nostri dipendenti è a tempo indeterminato e il 66% dei fornitori sono italiani e producono in Italia. Noi abbiamo una mission che è un’organizzazione sostenibile e responsabile e sviluppare quello che facciamo. L’investimento nell’area è di circa 30 milioni e può essere complementare all’Interporto».

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