Sicurezza
Ecomostro in via San Fabiano, il sindaco: "Abbiamo le mani legate"
Biffoni spiega che non si può intervenire finché non si è conclusa la procedura fallimentare. Intanto Cocci (Lista Spada) presenta un'interrogazione. Sulla palazzina degradata in via Strozzi il consiglio a presentare un esposto
PRATO. Sull’ecomostro di via San Fabiano, sul quale abbiamo scritto nell’edizione di ieri affiancando questo caso a quello del degrado in una vicina palazzina abbandonata di via Strozzi, arriva la prima interrogazione al sindaco.
A presentarla è il consigliere Tommaso Cocci della lista Daniele Spada sindaco. «In via San Fabiano da anni vi è un cantiere non concluso per la realizzazione di un parcheggio – scrive Cocci – All’interno vi è una gru, che è molto vicina alle abitazioni e che nelle giornate particolarmente ventose compie delle oscillazioni che ingenerano comprensibile preoccupazione nella popolazione residente. Al contempo da anni non si notano progressi nella costruzione dell’opera e dunque non vi è alcuna ragione per cui un oggetto pericoloso come una gru sia ivi posizionata senza che venga utilizzata». Cocci chiede al sindaco se « intende far ispezionare il cantiere e, nel caso in cui si verifichi lo stato di inattività o comunque di pericolosità, ordinare che venga rimossa la gru».
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La risposta di Matteo Biffoni, su entrambi i problemi di degrado, non tarda ad arrivare. «Dobbiamo attendere la fine della procedura fallimentare e le decisioni che ne seguiranno», dice. La vicenda della costruzione fra San Fabiano e le mura di Prato, oggi in completo abbandono, risale almeno al 2006 quando avvenne il fallimento della prima azienda costruttrice. I lavori furono ripresi dopo il 2010 da un’altra impresa edile, ma anche in questo caso si fermarono nel 2012. Dopo otto anni, gru e ecomostro sono ancora li. Sulla vicenda che vede coinvolti, invece, i condomini di via Strozzi, chiusi fra la parte stretta della via e il retro vicino alla ferrovia, gli esiti potrebbero essere diversi. I due palazzi vicini al civico 47 e il retro, abbandonati da decenni con la complicazione di una situazione igienica sempre più traballante, potrebbe avere una svolta se però «viene notificato un esposto nel quale si denuncia in modo specifico la situazione e si può dare mandato al comune di intervenire» precisa sempre il primo cittadino.
I residenti annunciano che si organizzeranno per presentare l’esposto.
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