La manifestazione
Il virologo Burioni: "Chi torna dalla Cina stia in quarantena"
Coronavirus, pronto l'ambulatorio all'Osmannoro. Offensiva del centrodestra contro la presunta sottovalutazione del rischio rappresentato dal rientro di 2.000 cinesi a Prato
PRATO. Domani, martedì 18 febbraio, alle ore 11, l'assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi presenterà il nuovo ambulatorio per la pronta diagnosi di Covid-19 sui cittadini in rientro dalle aree a rischio. Saranno con lei Emanuele Gori, direttore sanitario della Asl Toscana centro, Renzo Berti, responsabile della prevenzione della Toscana centro, Simone Magazzini, direttore emergenza urgenza, sempre della centro e Federico Gelli, coordinatore unità sanitaria di crisi aziendale della stessa Asl. L'appuntamento è al Centro Cromed Salus, via Lucchese 84/c, all''Osmannoro (Sesto Fiorentino). Nel corso della conferenza stampa saranno presentate l'organizzazione e le modalità di accesso dell'ambulatorio dedicato alla valutazione dei casi di persone provenienti dalle zone a rischio con una prima sintomatologia.
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"E' assolutamente necessario che i 2.500 cinesi che rientreranno dalla Cina in Toscana rimangano per 14 giorni in quarantena". Lo ha detto all'agenzia giornalistica Agi il virologo Roberto Burioni. "La quarantena è l'unica arma di difesa che abbiamo per proteggerci dalla diffusione del coronavirus e non possiamo non usarla" sottolinea Burioni preferendo non entrare nel merito della "volontarietà" o meno della quarantena. "Da medico - dice il virologo - posso dire che se anche una persona di queste 2.500 uscisse di casa e risultasse poi infetta si metterebbe a rischio tutto il lavoro di contenimento fatto finora. In questo casi credo sia mille volte più importante eccedere in prudenza che lasciare tutto alla faciloneria". Burioni però ha fiducia nel buon senso delle persone che rientreranno dalla Cina. "Non c'è alcun motivo per ritenere che non collaboreranno. Chiediamo loro - dice - un sacrificio ma ne va della sicurezza di tutti".
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In Toscana sono circa 400, di cui 370 nell'area che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia, "i bambini in isolamento domiciliare e che vengono controllati quotidianamente". Lo rende noto la Regione Toscana con riferimento a quanto emerso dalla consueta riunione della task force istituita per fronteggiare l'emergenza Covid-19. Si tratta, si spiega, di un auto-isolamento a casa.
Intanto il centrodestra va all'attacco sulla presunta sottovalutazione del problema rappresentato dal rientro in Italia di circa 2.000 cinesi che erano andati in Cina per festeggiare il Capodanno. "Abbiamo presentato con urgenza un apposito Question Time in Aula alla Camera dei Deputati a nostra firma, per chiedere subito notizie in merito al ritorno a Prato di circa 2.000 cinesi. Vogliamo capire il Ministero della Salute come pensa di muoversi e quali precauzioni ha intenzione di prendere a tutela della salute di tutta la citta' di Prato e non solo". Così, in una nota, Stefano Mugnai ed Erica Mazzetti, deputati di Forza Italia.
"Preferiamo prevenire ogni rischio e conoscere le intenzioni del Governo Conte e quindi del Ministero visto che le notizie che arrivano dai media non sono complete e certe. La stampa locale ci ha annunciato "Sono in corso i rientri dei cinesi andati a festeggiare il Capodanno (il 25 gennaio 2020) in Cina, alcuni dei quali sono rimasti bloccati a seguito delle misure cautelative adottate dalle autorità cinesi. Il console cinese ha parlato di 2.500 persone: 2.000 su Prato, 500 su Firenze. La comunità di Prato è, come noto, quella dove è più alta la presenza di cittadini di origine cinese, in gran parte provenienti dallo Zhejiang, quarta regione cinese interessata per numero di casi accertati: 1.162 ad oggi, con zero deceduti, mentre nello Hubei (provincia di Wuhan) i casi sono 54.400 e i morti 1.457. " Queste notizie ovviamente hanno creato preoccupazione che non deve divenire assolutamente panico, ma neanche portare alla disattenzione o ad essere troppo superficiali. Si parla di un Virus per il quale l'OMS ha dichiarato è "un'emergenza di salute pubblica di preoccupazione internazionale" ci si trova di fronte a un "evento straordinario" che costituisce "un rischio per la salute pubblica per altri stati attraverso la diffusione internazionale della malattia" e che "richieda potenzialmente una risposta internazionale coordinata".
"Siamo preoccupati per la rapidità con cui si fanno ritornare in Italia a Prato ed a Firenze tutte queste persone. La Regione Toscana si muove secondo quali certezze? Quali fonti mediche? Come può un Presidente di Regione agire con tale certezza ed una Regione controllare poi queste persone solo quando ormai sono già in terra Toscana? Forse occorreva avere meno fretta e far ritornare i cittadini cinesi con la dovuta calma aspettando ancora qualche settimana per essere sicuri in modo certo e provato che fossero in salute. Tutti gli organi di informazione ogni giorno ci raccontano delle precauzioni messe in atto in ogni parte del globo terrestre per tutelare la salute di ogni popolazione. Adesso attendiamo risposte dal Governo, risposte urgenti come il nostro Question Time è urgente, perchè in questo momento la politica deve essere accanto alla gente e per la gente. La Salute di ogni cittadino viene prima di ogni cosa. Noi di Forza Italia per questo ci siamo mossi immediatamente in Parlamento".
“Il ritorno di 2.500 cinesi dalla madrepatria, dopo i festeggiamenti per il Capodanno cinese, sta allarmando pratesi e fiorentini preoccupati dalla diffusione a macchia d'olio del coronavirus. Persone che si recheranno a lavoro, che porteranno i loro figli nelle scuole, che frequenteranno luoghi e servizi pubblici mettendo a rischio di eventuale contagio migliaia di toscani. Ho perciò scritto al ministro della Salute Speranza, al ministro degli Esteri Di Maio ed al Commissario straordinario Borrelli perché non lascino sola la Toscana a gestire questo massicio ritorno di 2500 cinesi - annuncia il capogruppo in Regione di FdI Paolo Marcheschi - Parte della comunità scientifica mondiale ha lanciato l'allarme di una possibile pandemia e l'Italia e la Toscana non possono sottovalutare un tale rischio. Lo stesso sindaco di Prato aveva già espresso perplessità e preoccupazione in merito ai rientri dei cittadini cinesi dalle zone a rischio contagio: la maggiorparte di essi proviene dalla provincia dello Zhejiang, quarto focolaio mondiale per diffusione del coronavirus. Non mettere in atto qualche forma di quarantena ci sembra un incomprensibile azzardo, visto che i cittadini cinesi potrebbero essere infettati e al rientro trovarsi, durante il periodo di incubazione, completamente senza sintomi. Non è una situazione da sottovalutare che può essere risolta da misure “fai da te” come approntare un ambulatorio all'Osmannoro o fidarsi di dati comunicati da un Consolato Cinese. Sono numeri imponenti e per questo ho anche presentato un'interrogazione alla Regione perché si confronti immediatamente con il Ministero della Salute e con la task-force nazionale, per richiedere misure precauzionali tempestive per gestire tali imponenti ingressi in Toscana e tutelare la salute di tutti i cittadini, cinesi e non".
"Sono molto preoccupato per la mia Prato - scrive il deputato Giorgio Silli (Cambiamo) - C’è il rischio che qualcuno debba rispondere del reato di “delitto colposo contro la salute pubblica” per la mala gestione dell’emergenza sul coronavirus. Purtroppo, nella mia città, la confusione regna sovrana. Gli unici da cui i cittadini e i sanitari pretenderebbero chiarezza, gli esponenti delle istituzioni regionali, provinciali e comunali, navigano a vista anteponendo la colpevolizzazione del centro destra per, a detta loro, “razzismo” alla salute pubblica. Stanno dimostrando di essere incapaci di gestire quello che sta accadendo. Nelle ultime ore ho ricevuto in privato messaggi preoccupanti da parte di medici pratesi circa la mancanza di un’organizzazione chiara rispetto al fenomeno del massiccio ritorno di cinesi dal loro Paese. L’allarme che per primo ho lanciato, con grande equilibrio e senza discriminare nessuno, è fondato: una sottovalutazione del problema potrebbe creare danni incalcolabili ed esporre la salute dei cittadini a un forte rischio. Per giunta ci troviamo di fronte ad una amministrazione comunale serva delle indicazioni degli organi di partito regionali. Da rappresentante delle Istituzioni ho il dovere di chiedere di agire in fretta: chiedere maggiore chiarezza su quanto stia realmente accadendo".
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