La manifestazione
Figlio dal ragazzino, l'imputata "può intendere e volere”
Il neuropsichiatra Ariatti, lo stesso dell'omicidio di Cogne, ha consegnato la perizia chiesta dal tribunale
PRATO. Capace di intendere e di volere, proprio come Anna Maria Franzoni. Sì perché il perito incaricato dal tribunale di Prato per valutare lo stato psichico della donna di 31 anni accusata di aver avuto rapporti con uno studente minorenne, tanto da aver avuto un figlio da lui, è Renato Ariatti, lo stesso neuropsichiatra che si è occupato della Franzoni, la donna di Cogne condannato per l’omicidio del figlioletto.
Anche per l’operatrice socio-sanitaria di Prato, salita alla ribalta delle cronache circa un anno fa per le terribili accuse che gli sono piovute addosso, l’esito della perizia avrebbe stabilito che la donna possiede tutte le facoltà mentali per agire e scegliere. La perizia è stata depositata in tribunale nella giornata di ieri.
Attualmente la trentunenne è agli arresti domiciliari insieme al figlio avuto dal ragazzo a cui dava ripetizioni di inglese, che adesso ha 16 anni, ma che all’epoca dei primi rapporti, secondo le testimonianze raccolte dai pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, ne aveva meno di 14.
L’accusa per lei è di atti sessuali e violenza sessuale per induzione su minore. Come il marito trentaduenne, anch’egli a processo per alterazione dello stato civile, la donna è difesa dagli avvocati Massimo Nistri e Mattia Alfano. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe già saputo di non essere il padre del neonato, ma se n’è assunta la paternità allo stato civile.
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