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Prato

il caso 

Bimba rischia di morire, la madre dà la colpa al padre

Paolo Nencioni
Bimba rischia di morire, la madre dà la colpa al padre

Cinque anni, è stata ricoverata in gravi condizioni al Meyer per una peritonite. Sullo sfondo una separazione burrascosa tra i due ex conviventi 

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prato. Una bambina di 5 anni ha rischiato di morire a causa di una grave infezione che è stata sottovalutata durante i primi giorni di malattia. La madre dà la colpa all’ex convivente, mentre l’uomo dà la colpa alla pediatra, a cui si sarebbe rivolto senza avere avuto l’assistenza necessaria.

La notizia è emersa ieri mattina grazie a una manifestazione di protesta organizzata dalla madre della piccola e dalle sue conoscenti davanti al Tribunale di Prato, dove sono pendenti due procedimenti, uno civile e uno penale, che vedono protagonisti i due ex conviventi.

La madre, di nazionalità ucraina, accusa l’ex compagno di aver sottovalutato la malattia della figlia, affidata a turno a uno dei due genitori dopo la separazione. Secondo quanto raccontato dalla donna e confermato dall’avvocato che la assiste, Cecilia Bevacqua, la bambina avrebbe accusato febbre molto alta a partire dal 20 gennaio mentre si trovava a casa del padre, a Calenzano, ma sarebbe stata portata all’ospedale pediatrico Meyer solo il 25 gennaio, in condizioni critiche. I sanitari hanno riscontrato una peritonite e hanno indotto il coma farmacologico, riservandosi la prognosi. Ora le condizioni della bambina sono lievemente migliorate, ma sono sempre gravi.

Il padre e la madre, che hanno anche un’altra figlia più grande, si sono separati nel 2018 e da allora pende una causa per l’affidamento delle figlie, che sono state provvisoriamente affidate ai servizi sociali.

Una recente perizia affidata a due consulenti tecnici d’ufficio nella causa civile che oppone i due ex conviventi ha stabilito che le figlie debbano essere affidate al padre, ma la madre è decisa a dare battaglia.

Nei confronti dell’uomo, di nazionalità albanese e titolare di un paio di ristoranti, è pendente un procedimento per lesioni nei confronti dell’ex compagna e la prima udienza in Tribunale è fissata per il mese di aprile.

In riferimento alla malattia che ha rischiato di costare la vita alla bambina, l’avvocato della madre ha presentato un’istanza al giudice civile con la richiesta di trasmettere gli atti alla Procura per valutare se siano stati commessi reati. La decisione sull’affidamento delle due figlie è attesa nei prossimi giorni.

Gli atti relativi al ricovero della bambina e al presunto ritardo nella diagnosi della malattia che poteva costare cara alla piccola non sono ancora stati trasmessi alla Procura e dunque al momento non c’è alcuna indagine sull’accaduto. Se e quando verranno avviati, gli accertamenti potranno riguardare anche l’operato del pediatra al quale dice di essersi rivolto il padre della piccola.

«Io continuerò a combattere per le mie figlie, non mi arrenderò mai» ha detto la madre davanti al Tribunale, con le lacrime agli occhi. —

Paolo Nencioni

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