Il Tirreno

Prato

Coronavirus, rassicurazioni alle famiglie: "Non creare paure inutili"

Vezio Trifoni
L’incontro in Comune coi dirigenti scolastici e il direttore della Prevenzione Asl Renzo Berti
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L’incontro in Comune coi dirigenti scolastici e il direttore della Prevenzione Asl Renzo Berti

L'incontro tra dirigenti scolastici e l'Asl. Berti: "Se ci sono bambini che hanno delle condizioni di salute normali,  non hanno patologie e sintomi in corso, non rappresentano casi sospetti"

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PRATO. In sala giunta del comune di Prato i dirigenti scolastici di tutta la provincia insieme a tutti coloro che gravitano nell’ambito scolastico, gli assessori di Prato e dei comuni limitrofi, il consigliere regionale Nicola Ciolini, il presidente della provincia Francesco Puggelli con Renzo Berti, direttore Dipartimento Prevenzione Ausl Tc, che ha spiegato e analizzato le varie problematiche e soprattutto ha assicurato tutti sulle problematiche del coronavirus. «Bisogna stare tranquilli non c’è motivo di allarmarsi – dice Berti – si parla di bambini che hanno delle condizioni di salute normali e che non hanno patologie in corso e sintomi quindi che non rappresentano dei casi sospetti Al di fuori dell’ambito scolastico il virus colpisce solo marginalmente chi ha una tenera età. Il contagio durante il periodo di incubazione è una possibilità assolutamente remota. Non c’è motivo per una preoccupazione particolare e ad oggi si sono rilevati solo due casi che sono stati già studiati allo Spallanzani e la Regione ha adottato una task force».

La circolare del ministero non aiuta? «La circolare ministeriale dice che laddove questi bambini ancorché rientrati da un’area critica e non hanno un’epidemiologia precisa, possono frequentare. Dà un consiglio e dà un’accortezza ai più piccoli (chi frequenta gli asili nido e le elementari) di non avere contatti indiretti come la manipolazione di oggetti». Qualche dirigente scolastico prende delle decisioni autonome? «Se lo fanno si prenderanno la loro responsabilità – continua Berti – non siamo in carenza di indicazioni queste ci sono e per essere tranquilli vanno rispettate».

Anche chi opera su un territorio ad alta densità di bambini cinesi come la zona di via Ciliani è moderatamente tranquilla?

«Casi particolari non ci sono stati e pur avendo il 30% di bambini cinesi – spiega Sandra Bolognesi dirigente scolastico della scuola Lippi – l’importante è applicare le regole che la Regione e il Ministero hanno fornito. Come vuole la circolare chiediamo il certificato al bambino che è stato malato da più di cinque giorni e in qualche caso sentiamo direttamente le famiglie perché non è venuto a scuola da più giorni. L’importante è non creare paure inutili».

«Non li conosciamo e se l’allievo non viene a scuola per qualche giorno sentiamo subito la famiglia – conclude la dirigente – l’importante è verificare e fino adesso non ci sono stati casi di non portare il bambino a scuola per questo virus». Negli ultimi giorni numerosi alunni cinesi non sono stati mandati a scuola dalle proprie famiglie per la prudenza dei genitori, dato che nella gran parte dei casi erano tornati da pochi giorni dalle vacanze della’Festa di Primavera’trascorse in Cina. È quanto riferito da alcuni presidi. Anche tra i più grandi e si parla dell’istituto Gramsci Keynes non ci sono paure vere e proprie? «La situazione è sotto controllo – dice il dirigente Stefano Pollini – e c’è attenzione per quello che succede perché è giusto che ci sia ma non timore. I ragazzi vengono a scuola senza problemi e nel caso di assenza dopo cinque giorni chiediamo il certificato ma questo lo facevamo anche prima quindi non è cambiato niente. L’attenzione è alta e soprattutto bisogna fare una buona informazione».

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