Sicurezza
«Si faccia presto chiarezza sulle accuse contro i religiosi»
La Cet si è riunita ieri a Lecceto e ha espresso la sua vicinanza alla chiesa di Prato e al vescovo «Profondo dolore per le persone che fossero state abusate»
firenze. La Conferenza episcopale toscana, riunita ieri a Lecceto, ha voluto esprimere «tutta la sua vicinanza alla chiesa di Prato e al suo pastore, il vescovo monsignor Giovanni Nerbini, dopo le notizie sull’apertura di un’inchiesta da parte della locale Procura su alcuni membri, sacerdoti e non, dell’ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione”, di cui la Santa Sede ha già disposto lo scioglimento».
Lo riporta una nota della stessa Cet inviata, ieri, agli organi d’informazione.
«I vescovi – prosegue il testo redatto dalla Conferenza episcopale toscana – esprimendo profondo dolore per tutte le persone che fossero state vittime di abusi, auspicano che l’inchiesta della magistratura faccia al più presto chiarezza sulle accuse oggetto di indagine e sottolineano come lo stesso monsignor Nerbini ha, per primo, abbia accolto la denuncia di una delle presunte vittime dando subito seguito a un procedimento penale canonico, e ribadito personalmente al procuratore di Prato la sua piena collaborazione in perfetta sintonia con le ultime indicazioni di papa Francesco in materia».
La prima inchiesta aperta, infatti, è stata proprio quella canonica. Quando i due fratelli, presunte vittime di abusi sessuali, si confidarono con un sacerdote di Prato e un frate francescano che riferirono quello che avrebbero subito da parte dei nove religiosi. Furono loro, allora, a rivolgersi all’ex vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli che avviò l’inchiesta canonica nei confronti di don Giglio Maria Gilioli. –
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