Il Tirreno

Prato

IL CASO 

Preti indagati, il racconto delle presunte violenze in alcuni diari

Martina Trivigno
Don Giglio Giglioli, fondatore della ex associazione dei fedeli "I discepoli dell'Annunciazione"
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Don Giglio Giglioli, fondatore della ex associazione dei fedeli "I discepoli dell'Annunciazione"

Gli scritti ritrovati ad Aulla, in una delle tre sedi dell’ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione”. La Procura: «Altre quattro potenziali persone indagabili, ma non sono state ancora identificate»

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PRATO. In quei diari, ritrovati ad Aulla, in una delle tre sedi dell’ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione”, uno dei due fratelli ha messo nero su bianco le presunte violenze che avrebbe subito da parte di don Giglio Maria Gilioli e degli altri otto religiosi, ora indagati per abusi sessuali, anche di gruppo, ai danni di due fratelli, all’epoca dei fatti minorenni.

Ma, perlomeno stando al racconto dei due giovani uomini – che oggi hanno 22 e 27 anni – quegli abusi sarebbero stati perpetrati (oltre che dagli indagati) pure da almeno altre quattro persone delle quali, al momento, esiste soltanto un nome (ma non un cognome) o, addirittura, un soprannome. «Queste persone non sono state ancora identificate – precisa il procuratore di Prato, Giuseppe Nicolosi – ma dal materiale sequestrato dalla squadra mobile potrebbero emergere dei dettagli utili per capire chi siano».

Si tratterebbe, in ogni caso, di religiosi (o comunque membri) dell’ex associazione di fedeli, sciolta dalla Santa Sede nel dicembre dello scorso anno per «atteggiamenti di diffidenza distacco nei confronti dell’autorità diocesana e da forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo».

Persone – come “Il Tirreno” ha spiegato nei giorni scorsi – «potenzialmente indagabili» ma non ancora iscritte nel registro degli indagati.

Ma, ora, c’è un altro elemento su cui la Procura sta lavorando: se vi siano altre potenziali vittime dei presunti abusi sessuali. Anche se ad oggi – chiarisce il procuratore – nessuno si è fatto avanti. Nonostante l’appello, lanciato nei giorni scorsi dalle pm Laura Canovai e Valentina Cosci, a cui è stata affidata l’inchiesta – per invitare eventuali altre vittime a farsi avanti per essere ascoltate dai magistrati.

Nel frattempo, i nove religiosi indagati stanno continuando a presentarsi in Procura per rendere le dichiarazioni spontanee (da cui, comunque, sarebbero emerse alcune discrepanze) ed entro questa settimana tutti dovrebbero essere ascoltati dalle pm.

Intanto continua a essere visionato, da parte degli inquirenti, il materiale informatico e cartaceo sequestrato dagli uomini della squadra mobile, circa una settimana fa, nelle tre sedi della ex associazione di fedeli (dove circa una quarantina di bambini e ragazzini trascorrevano il loro tempo): tra carte e documenti, sono stati ritrovati anche i diari di uno dei due fratelli che ha poi deciso di denunciare le presunte violenze sessuali.

Le indagini proseguono, ma ora serve una svolta.
 

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