Il Tirreno

Prato

il ricordo di una compagna di gioco 

Lutto nel calcio femminile morta Paola Roti, ex Prato

Lutto nel calcio femminile morta Paola Roti, ex Prato

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PISA. Paola Roti, ex calciatrice del Pisa femminile, si è spenta a Prato dopo una lunga malattia; aveva 47 anni ed era una capotreno per Trenitalia. Lascia il marito e tre figli.

La notizia è arrivata dalla società Firenze calcio a 5 femminile, che ha espresso su Facebook il proprio dolore per la scomparsa della donna, storico capitano dell’Atlantide Prato dove era andata a giocare dopo avere smesso con il calcio a undici. La salma è stata esposta sino a domenica presso la Pubblica Assistenza L’Avvenire di Prato e trasportata poi ieri a Bagno a Ripoli per la cremazione.

Paola Roti è considerata una delle più forti giocatrici di sempre del calcetto toscano. «Di lei - si legge su Facebook - si ricorderanno in campo la classe e la capacità di realizzare tanti gol, ma soprattutto il carisma del capitano. Paola era il leader indiscusso di quell’Atlantide Prato che, alleata da Renzo Bellandi, dominò il campionato toscano a cavallo tra la fine degli anni 90 e l’inizio degli anni 2000. Con lei in campo la compagine laniera sfiorò per due volte consecutive il titolo italiano, piazzandosi una volta al terzo posto e una volta al quarto nella Final Four Scudetto. È stata anche una delle prime donne in Toscana a diplomarsi allenatrice a Coverciano».

Un commosso ricordo di Paola è arrivato, sullo stesso social network, da Monica Berretta, sua compagna di squadra ai tempi del Pisa femminile di calcio a undici che fu tra le migliori squadre d’Italia. «Se ne è andata dopo una lunga malattia! - scrive Berretta. - Abbiamo giocato fianco a fianco, io la scarpona... lei il piede divino! Direi la preferita di mamma e babbo. Lei di Prato Calenzano veniva agli allenamenti in treno, io andavo a prenderla alla stazione e poi dopo gli allenamenti si fermava a dormire dai miei genitori oppure da me. Lei che lavorava alla biglietteria del treno... Giocammo insieme per anni poi decise di smettere di giocare a undici molto presto. Non riuscimmo a farle cambiare idea. E da lì ci siamo perse. Non so neppure se sapesse delle malattie dei miei e della loro morte. So che mamma la nominava sempre». E ancora: «Quanto si è riso insieme negli spogliatoi... lei così alta... così brava e quasi mi batteva sul test di Cooper. Non è giusto. Riposa in pace Paola». —

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