Il Tirreno

Prato

l’inaugurazione dell’anno giudiziario 

Cassano: «Drammatica carenza di organico nel tribunale di Prato»

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. «È doveroso richiamare l’attenzione sulla situazione del personale del tribunale di Prato, che non esito a definire drammatica». Lo ha detto Margherita Cassano (nella foto), presidente della Corte di Appello di Firenze, parlando delle carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari toscani, nell’intervento tenuto all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Quella di Prato, ha detto Cassano, un organico «fin dall’origine inspiegabilmente sottodimensionato». «Urgono quindi provvedimenti ministeriali di ampliamento della pianta organica del personale amministrativo – ha aggiunto Cassano – e di celere copertura per evitare ulteriori provvedimenti di riduzione delle attività giudiziarie, come quello recentemente adottato dal presidente del tribunale, costretto a disporre che le udienze penali non proseguano nel pomeriggio per mancanza di assistenti».

«La legge di stabilità economica da poco approvata – ha detto ancora nel suo discorso il presidente della Corte di Appello – non apre alcuna prospettiva di speranza, attesi i ridottissimi stanziamenti per la giustizia». «Non intendo invadere ambiti che non rientrano nelle mie competenze – ha concluso –, ma ritengo doveroso segnalare in questa sede gli ostacoli obiettivi, e indipendenti dalla volontà dei magistrati, a un esercizio efficace dell’attività giudiziaria».

«L’aspetto più critico dellagiustizia nel circondario pratese costituito dalla presenza di un sub-distretto industriale di matrice cinese, quello delle confezioni cosiddette pret-à-porter nel quale allignano violazioni della normativa sulla sicurezza del lavoro, lavoro irregolare in genere, evasione degli obblighi fiscali e contributivi, circolazione di denaro di incerta provenienza». Lo ha evidenziato il procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Dei 1. 358 procedimenti trattati dalla procura lo scorso anno, sottolinea il procuratore, «ben 1067 hanno visto indagati cittadini di nazionalità cinese (erano stati 738 nel 2018 e 1002 nel 2017)» . «Le emergenze investigative rassegnano una realtà complessa – precisa ancora Nicolosi –, la cui interpretazione non può prescindere dal tenere conto che trattasi di una comunità che dimostra una solida coesione, ancorata in buona parte a regole autoctone e in grado di modificare con estrema rapidità le proprie strategie, manifestando ancora particolare resistenza ad adeguarsi a prassi legali, prima ancora che virtuose, di gestione dell’attività di impresa» . —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore