Il Tirreno

Prato

il caso 

Abusi sessuali, ora l’inchiesta si allarga La Procura: «Indagabili altri tre religiosi»

Martina Trivigno

Individuate altre persone potenzialmente coinvolte nel caso delle presunte violenze denunciate da due giovani pratesi

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prato. Si allarga l’inchiesta della Procura di Prato, affidata alle pm Laura Canovai e Valentina Cosci, sui presunti abusi sessuali, anche di gruppo, perpetrati da nove religiosi dell’ex associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione” ai danni di due giovani uomini (che oggi hanno 21 e 27 anni), ma che, all’epoca dei fatti, erano ancora minorenni. E ora almeno altre tre persone sono entrate nel mirino dei magistrati pratesi: si tratta, anche in questo caso, di religiosi che facevano parte dell’ex associazione di fedeli, guidata da don Giglio Maria Gilioli e sciolta, più di un mese fa, dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata della Santa Sede.

«C’è ancora molto lavoro da fare, ma qualcosa si muove», spiega il procuratore Giuseppe Nicolosi. «Ci sono nuove persone indagabili – prosegue – anche se al momento non sono ancora iscritte nel registro. Per farlo, abbiamo bisogno di ulteriori riscontri». Ma, probabilmente, è solo questione di tempo e già nelle prossime ore il numero degli indagati salirà a dodici.

Ma se alcune persone sono già state individuate, di altre i presunti abusati sarebbero riusciti a ricordare soltanto il nome, rendendo difficile (perlomeno per il momento) la loro identificazione. Ma la Procura va avanti. E un altro, fondamentale elemento dell’inchiesta sta proprio nel materiale sequestrato dalla squadra mobile, nei giorni scorsi, nelle tre ex sedi dell’associazione di fedeli: non solo a Prato, ma anche in Garfagnana e in Lunigiana.

«Tanto materiale, sia informatico che cartaceo, tra cui alcuni diari – sottolinea il procuratore –, che nei prossimi giorni sarà visionato. Stiamo mettendo a fuoco».

Anche perché – come più volte sottolineato dal dottor Nicolosi – in questa fase le indagini della Procura si basano soltanto sul racconto di quei due giovani uomini che, all’epoca dei fatti contestati, avevano 10 e 15 anni. Violenze singole e, almeno in un caso, pure di gruppo: questo è quello che emerso dal racconto di uno dei due ragazzi, poi confermato dal fratello.

«Difficile dire con precisione quanti siano stati i presunti episodi subiti dai due fratelli – sottolinea il procuratore – Stiamo facendo delle indagini su fatti che risalirebbero a più di dieci anni fa: questo rende ancor più difficile la loro collocazione temporale».

Ma intanto, proprio in questi giorni, alcuni dei religiosi (oltre a don Giglio, ci sono anche un religioso di Pisa, cinque pratesi e due stranieri) si stanno presentando davanti ai magistrati. «Ancora non li abbiamo ascoltati tutti», spiega il procuratore Nicolosi.

E proprio a partire dalle loro dichiarazioni, potrebbero emergere eventuali contraddizioni in grado di avvalorare il racconto dei due giovani uomini. «Adesso – conclude il procuratore Nicolosi – c’è bisogno di acquisire elementi di riscontro rispetto alle parole dei due fratelli». –

Martina Trivigno



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