Il Tirreno

Prato

Comportamento antisindacale, pesante sanzione a due aziende

di Vezio Trifoni
Da sinistra Qamil Zejnati (Cisl), Mirko Zacchei (Uil), Massimiliano Brezzo (Cgil) (foto Batavia)
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Da sinistra Qamil Zejnati (Cisl), Mirko Zacchei (Uil), Massimiliano Brezzo (Cgil) (foto Batavia)

Il giudice dà ragione ai sindacati Cgil, Cisl e Uil nelle tre cause intentate contro Tintogroup e Tintomas durante il passaggio dei lavoratori dall’una all’altra

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PRATO. «In questo territorio le leggi si rispettano a tutela dei lavoratori e noi – -spiegano i sindacati Cgil, Cisl e Uil – non abbiamo problemi a portare in tribunale chi non segue le norme e le procedure». Proprio per aver contravvenuto all'articolo 2112 del codice civile due aziende – La Tintogroup e la Tintomas – sono state condannate con tre diverse sentenze per condotta antisindacale. I tre procedimenti, mossi dai sindacati tessili di Cgil, Cisl e Uil, riguardano la cessazione e il trasferimento d’azienda della Tintogroup nella Tintomas. I sindacati hanno contestato – e le sentenze hanno poi dato loro ragione – il fatto che le due aziende non abbiano rispettato la legge nel comunicare i passaggi che hanno portato alla cessazione della Tintogroup e alla successiva acquisizione dell’azienda da parte della Tintomas. L’articolo 47 comma 2 della legge 428/1990 prevede infatti che debbano decorrere almeno 25 giorni tra la comunicazione ai sindacati e la cessione dell’azienda. Cronologia che le due tintorie non hanno rispettato.

Nella ricostruzione fatta dal giudice la prima comunicazione a Cgil, Cisl e Uil è del 5 settembre 2019, missiva nella quale si precisa che l’attività della Tintogroup sarebbe stata trasferita nella Tintomas , interessando 39 lavoratori. Da allora il carteggio tra sindacati e aziende è andato avanti alcuni giorni, fino all’incontro del 17 settembre a cui, il giorno dopo, è seguita poi la cessione effettiva. 13 giorni dopo la prima comunicazione, quindi. Cgil, Cisl e Uil nel frattempo non hanno sottoscritto nessun accordo con le proprietà, forti del fatto che – secondo la legge – i lavoratori sarebbero stati riassorbiti alle stesse condizioni precedenti.

«Accordo che invece era stato sottoscritto da Si Cobas, i cui iscritti avevano scioperato tra giugno e luglio. Chiusi i battenti la Tintogroup ha chiesto il concordato e la Tintomas – la cui proprietà sarebbe in parte riconducibile all’altra tintoria – ha effettivamente assorbito i 39 lavoratori, che vantano comunque alcune mensilità arretrate dalla precedente gestione».

Ha detto Massimiliano Brezzo della Filctem-Cgil. Le parole di Cgil, Cisl e Uil non celano il disappunto verso la condotta di Si Cobas, che ha sottoscritto un accordo con le aziende pur di fronte a comportamenti antisindacali. «Noi siamo sempre venuti incontro alle aziende - spiega Qamil Zeinati della Cisl - ma ora vogliamo che siano rispettate le regore». «Le aziende non hanno rispettato le norme – continua il rappresentante della Uil - La democrazia non è semplice ma i sindacati unitari con una presenza seria e organizzata cercano di tutelare i llavoratori e il fatto che non abbiamo firmato l'accordo a differenza di qualcun'altro abbiamo tutelato i lavoratori in base alla legge ma si poteva fare meglio con una discussione seria e secondo i tempi previsti».

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