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L'Asl smentisce la presenza di un caso di cinese in rianimazione per coronavirus
La falsa notizia circola da alcuni giorni sulla posta elettronica e su Whatsapp collegata al virus che si è sviluppato a Wuhan in Cina. Marco Wong: "A Prato non c'è alcun allarme nella nostra comunità"
PRATO. Una notizia falsa sta girando in questi giorni sia nella posta elettronica che su Whatsapp. Si tratta di un presunto caso di un cittadino cinese ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santo Stefano di Prato. Nel messaggio si fa riferimento al coronavirus che si è diffuso a Wuhan in Cina. L'Asl Toscana Centro, interpellata dal Tirreno, ha smentito in maniera assoluta che vi sia un paziente che abbia i sintomi del virus.
"A Prato ovviamente c'è apprensione per quanto sta accadendo in Cina, stiamo guardando con attenzione la situazione ma non c'è nessun allarme qui nella nostra comunità: anche se abbiamo interessi e affetti in Oriente la distanza e le misure sanitarie intraprese pongono inevitabilmente un filtro". E' quanto afferma Marco Wong, 56 anni, imprenditore a Prato, consigliere comunale. Nato a Bologna, scuole a Firenze, laurea a Milano, Wong conosce bene la vita della numerosa comunità cinese a Prato, oltre 20mila persone, cresciuta a partire dai primi anni '90 lungo le rive del fiume Bisenzio e in moti casi impegnati nel settore del pronto-moda.
"Dobbiamo inoltre ricordare - prosegue - che qui a Prato come molti dei cinesi residenti in Italia, storicamente vengono da Wenzhou, che dista oltre 900 chilometri dalla città dove si è manifestato il virus: Wuhan. Ma a parte questo, la situazione tra i nostri connazionali a Prato al momento è tranquilla. Certamente i periodo non è dei migliori: abbiamo i festeggiamenti per il capodanno lunare, è questo un periodo in cui si torna alla famiglia di origine, ma ho saputo che diverse persone sui social si sono confrontate circa l'opportunità o meno di prendervi parte. Mi sembra che, per precauzione, sia prevalsa l'idea di non partire e quindi di posticipare il viaggio".
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