Il Tirreno

Prato

la storia 

L’idea: al posto di un garage un palcoscenico in via Garibaldi

A.B.

Grazie a Roberta Betti nel 1989 nacque un comitato cittadino per la riapertura del teatro Public company: il costo di  una azione era di sole mille lire 

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PRATO. Era il 2 gennaio del 1999 quando il teatro Politeama apre ufficialmente i battenti. Per l’apertura viene scelta ‘Tosca’ di Giacomo Puccini diretta in quella occasione da un grande nome come quello di Roberto Gabbiani. Si apriva così ufficialmente il sipario di questo teatro. E se oggi il Politeama di via Garibaldi è il teatro che tutti conoscono il merito va alla tenacia di Roberta Betti. Nel 1985 quello che prima si chiamava ‘Banchini’ chiuse e l’idea era quella che al suo posto ci venisse un garage. Quattro anni più tardi nacque un comitato cittadino per la riapertura del teatro, grazie all’impegno proprio di Roberta Betti. Il comitato nel 1994 creò il Politeama spa, con Betti presidente: lo scopo era di sensibilizzare la città di Prato verso il recupero della struttura. Lo spirito della Politeama spa era quello della ”Public company” e il costo di un’azione di sole mille lire, per permettere a tutti di dare il proprio contributo. Consistente partecipazione al progetto hanno avuto il Comune di Prato, l’Unione industriali, Prato Trade, la Provincia, Cariprato, la Cna Artigianato Pratese e la Confartigianato pratese. Così ecco che il pericolo garage viene scongiurato e le tavole del palcoscenico di via Garibaldi sono riuscite ad accogliere tanti e tanti artisti. Se facciamo un passo indietro la storia del Politeama nasce nel 1914, quando Bruno Banchini, atleta pratese di pallone elastico, incaricò l’ingegner Emilio Andrè di redigere il progetto di un “Politeama, un teatro che fosse più bello e più grande di quanti ne esistevano”. Passarono 11 anni perché il suo sogno si realizzasse: nel 1924 venne dato a Pierluigi Nervi l’incarico per la copertura del teatro. Nervi era all’inizio della sua brillante carriera professionale ed ebbe l’audacia di sperimentare un materiale nuovo, il cemento armato. La copertura apribile del Politeama divenne immediatamente il suo simbolo di riferimento e ancora oggi è un pregevole esempio di tecnica ingegneristica. Il Politeama è tutt’ora una delle strutture più grandi della Toscana. La stagione lirica iniziò nel 1925 con la Tosca, la stessa opera scelta per inaugurare il rinato teatro nel 1999. Si passa agli anni Duemila quando una volta acquistata una porzione al primo piano di Palazzo Leonetti, dopo i lavori di ristrutturazione venne aperto nel 2009 il Ridotto del teatro dove si tengono incontri e concerti musicali. Al Politeama ha la sua casa anche la 'Camerata strumentale' che ora piange, come tutta la città, la scomparsa di Roberta Betti. E poi è sempre grazie a questa donna che nasce “Arteinscena”, il primo laboratorio di musical, diretto da Simona Marchini, che ha formato tanti giovani talenti e che oggi sono affermati artisti.

A.B.

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