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Il cerchio della filiera ora si chiude a Pitti Filati

Maria Lardara
Il cerchio della filiera ora si chiude a Pitti Filati

Da un anno Rifò utilizza il denim riciclato di Pinori per i suoi maglioni leggeri Si ispira al mare l’allestimento della New Mill che punta sulle fibre green 

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FIRENZE. Filo pratese, capo finito: a Prato il cerchio della filiera si chiude e fa rima con sostenibile. Un binomio sempre più forte a Pitti Filati, su cui si sono accesi ieri i riflettori della Fortezza da Basso. Così, in casa Pinori il denim riciclato diventa l’ingrediente di un progetto di economia circolare che vede come partner la catena di supermercati biologici NaturaSì (negozi di Prato, Pistoia, Lucca e Parma), il brand pratese di moda ecosostenibile Rifò, la realtà emiliana Recooper che si occupa di abiti usati.

Progetto X. I punti vendita a marchio NaturaSì saranno coinvolti nella raccolta diretta dei jeans. Perché del jeans, è proprio il caso di dirlo, non si butta via niente. Da un anno Rifò utilizza il denim riciclato di Pinori per la sua linea di maglioni leggeri, perfetti per la mezza stagione. I dettagli di questo progetto etico che coinvolge quattro realtà impegnate contro lo spreco saranno svelati nella sede di NaturaSì di via Valentini (dalle 18 in poi), il 5 febbraio. «Siamo stati i pionieri del denim riciclato, 15 anni fa – sottolinea Raffaella Pinori - Il mercato per questa tipologia di filato ultimamente si è fatto più interessante».

Cashmere “democratico”. Recentemente Niccolò Cipriani, cofounder di Rifò, ha sfornato una collezione di capi in cashmere rigenerato con il filo “Ninetyfive”, il più gettonato dell’ultima produzione invernale di Filpucci. Un filato che nel 2019 è andato letteralmente a ruba. «L’anno scorso ne abbiamo prodotto 70mila chilogrammi – racconta Federico Gualtieri di Filpucci - E il 2020 promette bene: gennaio non è ancora terminato ma abbiamo già ordini per una produzione da 25mila chili». L’unione fra Rifò e Filpucci fa la forza. «Abbiamo gli stessi ideali, la collaborazione è venuta spontanea», dicono Gualtieri e Cipriani. E per la primavera-estate 2021? L’articolo di punta firmato Filpucci è la viscosa stretch, certificata e sostenibile.

Come al mare. Onde, salvagente, ormeggi e boe: si ispira al mare l’allestimento della New Mill che punta soprattutto su una linea di filati green, declinati nelle tinte accese dell’azzurro e dell’arancione. Quando ormai il riciclato è sulla bocca di tutti i brand, la New Mill fresca di omologa di concordato rivendica la sua intuizione di 25 anni fa. «Siamo l’unica filatura che al suo interno produce materia prima di cashmere riciclato», ricorda il direttore commerciale Stefano Milanesi.

Omaggio all’Apollo 11. Scatti in bianco e nero: è l’alba della Terra vista dalla Luna che accompagna filati e punti di maglia allo stand di Lineapiù. Tre originali immagini scattate da Buzz Aldrin, astronauta della missione Apollo 11 che portò l’uomo sulla Luna per riflettere sulla fragilità della bellezza. I filati coniugano etica ed estetica con una nuova cartella di collezione dedicata ai fili più sostenibili e certificati.

Debutto fiacco. Ieri si sono visti tanti europei, americani e pochi asiatici. Di certo le collezioni estive sono quelle meno congeniali alla vocazione più laniera del distretto: a poche ore dall’apertura dei cancelli di Pitti, l’affluenza non era granché. L’incertezza regna sui mercati, complice il clima sempre più caldo. «Facciamo un lavoro di servizio enorme – osserva sempre Pinori, che coordina i produttori di filati all’interno di Confindustria Toscana Nord - che richiede un magazzino sempre pronto». —

Maria Lardara

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