Sicurezza
Un figlio col ragazzino, l'imputata: sesso consenziente, lui aveva più di 14 anni
Nell'udienza di oggi il giudice ha deciso che la vittima sarà nuovamente sentita. A lungo interrogati la donna accusata di aver avuto un figlio con il ragazzo oggi sedicenne e il marito. Rinviata a fine dibattimento la questione sull'incostituzionalità sollevata dai difensori
PRATO. Sarà ascoltato nuovamente, questa volta direttamente dal presidente del tribunale, il ragazzo oggi 16enne che ha concepito un figlio insieme ad una donna di 32 anni, che all'epoca dei fatti gli dava ripetizioni di inglese. Questa la principale novità nel processo che vede come imputati la donna, per violenza sessuale su minore, insieme al marito, reo di aver attribuito a se stesso la paternità del neonato alterando lo stato civile pur sapendo che non era suo.
L'esame dei due imputati è durato circa cinque ore, oltre tre ore solo per la donna, per la prima in aula dopo il primo interrogatorio in procura davanti ai sostituti procuratori titolari dell'inchiesta, Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, l'11 marzo dell'anno scorso. Secondo la Procura la trentaduenne sarebbe caduta in contraddizione più volte, mentre secondo i difensori Nistri e Alfano avrebbe "risposto a tutte le domande. La linea difensiva della signora è sempre la medesima. Lei ha dato la propria versione dei fatti, anche oggi in un lungo esame, ha confermato tutte e dichiarazioni che, ci teniamo a dirlo, ha detto in maniera coerente fin dall’11 marzo".
In particolare per la trentaduenne è un aspetto decisivo della sua difesa poter dimostrare che la relazione sessuale con il ragazzo c'è stata quando lui aveva più di 14 anni poiché sotto questa soglia di età la legge non ammette che vi possa essere consenso causa l'immaturità psicologica di soggetti tanto giovani. Per la procura invece i rapporti sessuali con l'allievo sarebbero iniziati quando il ragazzo aveva appena 13 anni.
La decisione di riascoltare la vittima in aula è stata comunicata dal giudice Daniela Migliorati, che ha motivato la decisione del collegio da lei presieduto, secondo quanto riportato da i due difensori della coppia Massimo Nistri e Mattia Alfano, "perché è stato ritenuto necessario risentire il ragazzo su alcune circostanze alla luce delle ultime dichiarazioni, che non potranno però essere quelle di cui è già stato oggetto l’incidente probatorio, come dispone la normativa in materia".
Liquidata, almeno per il momento, la questione sull'incostituzionalità sollevata dai difensori della donna. I difensori nell'udienza dello scorso dicembre, avevano presentato una memoria dove sostenevano che l'attuale legge sul sesso consenziente per gli adolescenti, anche sotto i 14 anni, è vetusta e da rivedere perché non più adeguata alla maturità dei ragazzi di oggi. Il giudice ha "congelato" la questione rinviandola al termine della fase dibattimentale, che comprende sia l'esame di oggi, sia la perizia del professor Renato Ariatti sulla capacità o meno di intendere e di volere della donna nel periodo della relazione con lo studente, sia il nuovo passaggio deciso oggi che vedrà il ragazzo tornare in tribunale per essere ascoltato il 17 febbraio. I difensori Alfano e Nistri hanno letto positivamente questo rinvio: "Il congelamento ci fa sperare in un esito favorevole della nostra richiesta, in quanto non è stata riscontrata l’infondatezza delle ragioni che ci hanno spinto a chiedere l’intervento della Suprema corte".
Quanto al marito, la difesa sostiene che l'uomo ha confermato la sua versione "di un marito, di un padre che ha ritenuto con le sue certezze di rimanere accanto alla moglie, di assumersi la paternità di questo figlio in quanto comunque prove contrarie non ve ne erano". L'uomo, conferma la difesa, avrebbe sostenuto di non aver saputo che il figlio non era suo prima dell'esame del dna.
Il calendario prevede, dopo l'udienza del 17 febbraio, quelle del 24 febbraio (testimoniano i consulenti), e del 16 marzo quando si terrà la discussione.
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