Gioco
«I sindacalisti devono muoversi per parlare con gli “invisibili”»
L’ex sindaco di Montemurlo Lorenzini: «Biffoni avrebbe dovuto incontrare i ragazzi del corteo. Esagerato chiedere le dimissioni di prefetto e questore»
PRATO. Il giorno dopo la manifestazione e il corteo dei Si Cobas che ha raggiunto piazza del Comune, nel mondo della politica qualcuno si interroga sui fatti. «Se fossi stato nel sindaco di Prato, Matteo Biffoni, sarei andato a incontrare quei ragazzi del corteo. Non mi sarei chiuso». A parlare è Mauro Lorenzini, ex sindaco Pd di Montemurlo e per una vita sindacalista Cgil.
Che situazione sta vivendo Prato ?
« Sta vivendo la situazione di persone soprattutto straniere che in certe fabbriche e tintorie vivono in condizioni di schiavismo, a 3 euro l’ora, senza misure di sicurezza e magari non pagati per mesi e mesi. Mica tutto è così, figuriamoci. Ma ci sono aziende che lo fanno, magari straniere, ma che poi lavorano per altre italiane. Non si può nascondere una situazione del genere che è inaccettabile».
L’onorevole Giacomelli ha chiesto l’avvicendamento del prefetto Scialla e del questore Cesareo, dopo che i Si Cobas hanno raggiunto piazza del Comune. Concorda?
«Di cortei da sindacalista ne ho fatti tanti. E se hai 1000 o 2000 persone prese dalla foga va fatta una scelta. Credo che via Pomeria sia stata lasciata libera difronte ad una situazione che poteva diventare molto più critica. Le dimissioni di Prefetto e Questore mi sembrano eccessive, almeno stando a quello che si sa».
C’è un modello di illegalità difficile da sconfiggere nel mondo lavoro pratese?
«Mi sembra che la manifestazione di sabato lo abbia evidenziato. Ed è solo l’iceberg secondo me. Il clima potrebbe diventare ancora più acceso, se non interviene la politica e se non ci sono accordi strutturali e meccanismi che intervengono subito su situazioni di illegalità come quelle in certe aziende».
E questi lavoratori “invisibili” lasciati un po’ a se stessi ?
«Eccoci al punto. Nei luoghi di lavoro i sindacalisti devono andarci e parlare con i lavoratori anche se nessuno ha la tua tessera. Lo hanno fatto i Si Cobas, hanno radicalizzato la protesta, ma poggiando su fatti reali, avvenuti, su forme di prepotenza del mondo datoriale a danno delle persone. Qui si deve interrogare sia la politica, anche il mio partito il Pd, sia il sindacato confederale».
Che immagine ha di Prato, della sua economia e produttività oggi ?
«Da una parte l’immagine positiva di sempre, di una città operaia, di lavoro. Dall’altra di una città che deve intervenire con decisione sulle condizioni di lavoratori che sono chiaramente sotto sfruttamento, gente venuta da migliaia di chilometri da qui, persone che hanno figli e famiglia. Pagati con salari da fame, e addirittura non pagati per mesi. Bisogna intervenire subito; ci sono aziende che sfruttando il lavoro fanno ribasso dei costi del 70 %, e quelle italiane si servono da queste. E se questo è il modello economico, oggi tocca ai pakistani, domani agli italiani». —
Alessandro Formichella
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