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Scelgono le frazioni di montagna per spacciare senza dare nell'occhio

La droga, il materiale per il confezionamento e il denaro sequestrato in una delle due abitazioni dai carabinieri
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La droga, il materiale per il confezionamento e il denaro sequestrato in una delle due abitazioni dai carabinieri

I carabinieri arrestano due marocchino di 21 e 28 anni che vivevano e confezionavano la droga in due abitazioni di Sasseta e Cavarzano

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VERNIO. A conclusione di una complessa indagine i carabinieri della stazione di Vernio hanno arrestato ieri due spacciatori marocchini che avevano scelto il piccolo comune  della provincia Pratese quale quartier generale dei loro loschi traffici illeciti. I due nord africani, rispettivamente di 21 e di 28 anni, erano convinti che fuori dall’ambito dei grossi centri e fingendo di esercitare il mestiere di venditori ambulanti, avrebbero potuto passare inosservati.

Erano perfino arrivati ad affittare,  due diverse abitazioni in frazioni isolate del comune di Vernio.  La prima a Sasseta, nella quale conducevano una vita normale ed apparentemente lontana da alcuna forma di illegalità, la seconda nella più remota e nascosta località Cavarzano, lontana dai traffici e dalla curiosità della gente. Qui invece tenevano attiva una fiorente attività di smistamento di droga in un contesto ambientale ideale per incontri riservati con complici e compratori.

La scelta di condurre due case, oltre che per disorientare eventuali indagini, era stata preordinata anche per dirottare sull’abitazione pulita eventuali controlli o perquisizioni delle forze dell’ordine, preservando così l’abitazione di Cavarzano. Ma le indagini dei militari della Stazione erano andate comunque avanti e non era sfuggito che l’auto in uso ai due arrestati fosse stata notate più volte in prossimità  dei due obiettivi.

L’operazione è quindi scattata quando si è avuta contezza che i due fossero attivi nel loro traffico, tanto che la perquisizione eseguita dai militari ha permesso di rinvenire circa 20 grammi di cocaina, nonché una completa attrezzatura per il confezionamento di ingenti quantitativi di stupefacente. Ma anche il tenore di vita dei due arrestati, rapportato alla circostanza che di fatto non svolgono alcuna attività lavorativa costituisce forte indizio del fatto che vivessero di proventi illeciti, tanto che sono stati trovati in possesso di una consistente somma di denaro in banconote di piccolo taglio delle quali non hanno saputo giustificare la lecita provenienza. Da sabato 18 sono in carcere alla Dogaia.

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