Lutto
«Oggi è necessaria una riflessione sulla figura di Craxi»
Rosanna Sciumbata, capogruppo della lista Biffoni sindaco, ha presentato un’interrogazione e promuove un convegno
PRATO. «Questa amministrazione ritiene opportuno offrire un momento di incontro/approfondimento per la conoscenza della figura di Bettino Craxi?» . Così l’interrogazione presentata martedì scorso da Rosanna Sciumbata, capogruppo della lista “Biffoni sindaco”, non solo perché domenica prossima ricorre il ventennale della morte dello statista socialista, ma anche sull e ripercussioni mediatiche del film “Hammamet”. La consigliera di maggioranza ritiene necessario parlare di Craxi politico, ma anche di “Mani Pulite”, in un periodo cruciale per l’Italia, l’Europa e il Mediterraneo. «Non ho ancora visto il film, ma al convegno che intendo promuovere con la mia lista, inviterò anche Pierfrancesco Favino, oltre a sociologi, politici, scrittori, magari conoscitori di quel periodo». Sull’ipotesi dell’intitolazione a Craxi di una via nella nostra città, Sciumbata non è favorevole, trovandosi d’accordo con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, più propenso ad un dibattito pubblico e che ritiene «un po’riduttiva, in questo momento di grande dibattito derivato da un anniversario particolare e dal film, l’intitolazione di una strada». Nell’interrogazione vengono elencati i risultati più importanti nei quattro anni di governo Craxi, come il nuovo Concordato con la Santa Sede, il taglio di tre punti della scala mobile e la crisi di Sigonella. «Questo dice la storia – spiega Sciumbata-. ma la storia dice anche che Bettino Craxi fu riconosciuto colpevole con sentenza passata in giudicato. È noto che tutti i partiti prendevano “mazzette”, nonostante il finanziamento illecito sia un reato gravissimo che va a minare la democrazia vincolando il politico al finanziatore. L’operazione “Mani Pulite” però colpì particolarmente il Psi». E la consigliera conclude «la politica non si può giudicare solo con la morale. Si giudica soprattutto dagli effetti che produce sulla vita del paese e dei suoi cittadini e dallo sviluppo che è capace di stimolare. Si dice spesso che i meriti non possono cancellare i reati. A vent’anni dalla morte di Craxi possiamo adesso, con la saggezza derivata dal tempo trascorso riesaminare gli avvenimenti consegnati e non cadere nella tentazione opposta cioè ritenere che gli errori commessi debbano annullare i meriti. Il governo di Craxi coincise con il periodo di maggior vitalità e di prestigio internazionale dell’Italia». —
Riccardo Tempestini
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