Il Tirreno

Prato

L'appello delle Sardine di Prato: "Pd e Cgil partecipino alla manifestazione di sabato 18"

Il simbolo delle Sardine di Prato
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Il simbolo delle Sardine di Prato

Alla vigilia della manifestazione promossa dal sindacato Si Cobas movimenti, associazioni e partiti si sono schierati. La questura ha negato la piazza del Comune alla Marcia per la libertà

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PRATO. Appello del movimento Sardine a Prato in vista della Marcia per la Libertà che si terrà sabato 18 a Prato promossa da Si Cobas contro i Decreti Salvini.  "La città di Prato deve essere unita davanti a quello che sta succedendo - scrive il movimento in una nota - Che il distretto sia in gran parte ostaggio dell'illegalità e caratterizzato dall'assenza dei diritti per i lavoratori è ormai cosa nota da tempo. Adesso però il tempo dei proclami e delle analisi è finito: dobbiamo agire, tutti insieme".  "Abbiamo letto sui giornali le contrapposizioni che ci sono tra partiti e sindacati della sinistra e del centrosinistra rispetto alla manifestazione di sabato 18 gennaio - continua la nota - Noi non vogliamo giudicare nessuna delle posizioni in campo ma chiediamo lo sforzo comune di fare tutti un passo indietro per farne molti avanti insieme. Per la città e per tutti i lavoratori. Per questo motivo noi Sardine scenderemo nelle strade per dire che vogliamo più diritti, più dignità sui luoghi di lavoro, più solidarietà. Manifesteremo inoltre per chiedere forte e chiaro l'abrogazione dei decreti sicurezza".

"Chiediamo quindi di superare le divisioni e di unirci  - conclude la nota delle Sardine - Lo chiediamo ai militanti del Pd e della sinistra, a quelli della Cgil, alle associazioni, alle istituzioni e a tutti coloro che vogliono opporsi allo stato delle cose. Ognuno venga con le sue parole d'ordine, la piazza non ha proprietari ma è di tutti".

CHI HA ADERITO. Si Cobas Firenze. "Una striscia di 600 metri: sembrerebbe questo lo spazio di democrazia rimasto nella città di Prato. O almeno questa è la distanza che potrà percorrere la Marcia per la Libertà secondo il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Comprimere così tanto il diritto di manifestazione equivale a negarlo, soprattutto in occasione di un evento per cui si annuncia la partecipazione di centinaia di persone. La scelta di negare piazza del Comune alla Marcia è davvero simbolica: solo pochi mesi fa era proprio lì che Matteo Salvini invece era libero di tenere il proprio comizio. Le prescrizioni della Questura dimostrano ancora una volta che Prato ha bisogno di una Marcia per la Libertà. E infatti una cosa è sicura: la Marcia per la Libertà ci sarà e sarà una grande manifestazione popolare e pacifica, aperta a tutta la cittadinanza, ai lavoratori e alle lavoratrici, alle famiglie e ai bambini di tutti i colori. E sarà la più bella ed importante risposta a chi, prima con le multe agli operai e oggi con le limitazioni del diritto di manifestare, ci sta dimostrando il pericolo vero e concreto che vive la democrazia su questo territorio e le scorie liberticide lasciate dai Decreti Salvini".

"Nella giornata di oggi alle ore 15 - prosegue Si Cobas - una delegazione di “Liberi dai Decreti Salvini” incontrerà il Questore per contestare le ingiustificate prescrizioni ricevute e richiedere con forza un percorso degno di un importante evento di partecipazione civica. Un evento che ha raccolto il sostegno del documento approvato dal Consiglio della Regione Toscana, che ha deciso – senza se e senza ma – di schierarsi dalla parte dei lavoratori multati e sostenere la necessità dell'abolizione dei Decreti Salvini. Alla delegazione che incontrerà il Questore parteciperanno anche alcuni dei consiglieri regionali e comunali del territorio che hanno deciso di partecipare alla Marcia.

Ci spiace che il segretario della Cgil Lorenzo Pancini non verrà in piazza. Ma sappiamo invece che la Cgil in piazza ci sarà. Già importanti realtà di fabbrica legate al sindacato confederale hanno dato formale e pubblica adesione alla Marcia. Sappiamo già che moltissimi iscritti Cgil marceranno sabato contro le multe e i Decreti Salvini. Forse Pancini non ha capito che quella di sabato non è la piazza di un sindacato o di un altro, ma una piazza che ha raccolto l'adesione di 45 associazioni del territorio (tra cui l'Arci provinciale), partiti, realtà di base anche del mondo cattolico fino alle Sardine. La Cgil, insieme al Pd e al sindaco Biffoni, rischiano di perdere un occasione. A rimanere soli rischiano di essere loro. C'è un pezzo importante di territorio che sabato vorrà schierarsi con tutti quei lavoratori che insieme al Si Cobas hanno lottato contro condizioni disumane di sfruttamento, ottenendo al costo di lunghi scioperi importantissime vittorie capaci di riaprire una speranza per il distretto tessile pratese: pensiamo ai lavoratori della Tintoria DL, o a quelli della Tintoria FADA, dove lavoro nero e turni massacranti sono stati aboliti da regolari contratti e dal rispetto del CCNL e delle normative. Oppure alla lunga lotta dei lavoratori del Panificio Toscano che, dopo due anni, hanno visto riconoscere tutte le loro ragioni dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro".

"Controlli ispettivi e sindacalizzazione - prosegue il Si Cobas -  sono due processi che devono andare insieme e completarsi a vicenda. Fuori da questa sinergia non c'è possibilità di riscatto per chi lavora nel distretto. Per questo motivo il Si Cobas, fin dall'inizio, lavora in forte sinergia con l'Ispettorato del Lavoro che, pur nella scarsità di mezzi e strumenti legislativi, continua a svolgere un lavoro importante e fondamentale. Non si può pensare che gli ispettori controllino 24h e 365 giorni l'anno ogni singola azienda del distretto. Quello a cui assistiamo purtroppo è una realtà in cui il giorno dopo un controllo le cose spesso tornano come prima. Questo è il caso anche della Superlativa (sospesa e sanzionata già tre volte per lavoro nero). I lavoratori che acquistano consapevolezza dei loro diritti, si organizzano e scioperano possono essere i controllori quotidiani del rispetto delle normative e la soluzione del problema. E sarebbe quindi anche l'ora di smetterla di trattarli come nemico pubblico".

“Ci troviamo davanti al mostruoso paradosso per cui vengono puniti e multati non gli sfruttatori che evadono norme e fisco ma i lavoratori che scioperano contro sfruttamento e illegalità. Di questo dobbiamo ringraziare prima di tutto l’ex ministro Salvini”, dichiara Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in Consiglio regionale. “Sicurezza, per noi, significa assicurare il rispetto dei diritti fondamentali all’interno di tutti i luoghi di lavoro, compresi i capannoni industriali del distretto pratese”.

“L’attività della tintoria Superlativa è stata sospesa più volte, nel corso del tempo, a causa dell’accertato ricorso al lavoro nero ed altre irregolarità, compresi turni massacranti, indennità non riconosciute e ritardi nei pagamenti. La prefettura, la questura e le istituzioni dovrebbero usare mezzi ed energie per contrastare e sanzionare efficacemente lavoro nero, lavoro grigio, evasione del contratto nazionale di categoria, turni di dodici ore al giorno per sette giorni la settimana, negazione di diritti elementari come quelli alla malattia e alle ferie, paghe da fame che in molti casi non superano i 1000 euro mensili e non per comminare 84 mila euro di multa a chi subisce e patisce tutto questo, oltretutto dopo essere da 7 mesi senza stipendio”, prosegue Fattori.

“In questa situazione, prefettura e questura di Prato dovrebbero scusarsi con i lavoratori, costretti a scioperare per ottenere il rispetto di elementari diritti che le istituzioni avrebbero il dovere di assicurare e garantire, non certo multarli”, continua Fattori. “Come è grave il tentativo di limitare l’attività sindacale di Luca Toscano e Sarah Caudiero, i due sindacalisti del Si Cobas che stanno seguendo la vertenza e che mesi fa ricevettero due fogli di via obbligatori da parte della questura di Prato”.

“La Regione Toscana deve schierarsi senza se e senza ma a fianco degli operai e chiedere alla Prefetta Scialla e al Ministero degli Interni l’immediato annullamento delle multe. E dobbiamo esigere dal Governo nazionale la cancellazione dei decreti sicurezza voluti da Salvini, ora convertiti in legge.” “Il 18 gennaio - conclude Fattori - è stata indetta a Prato una manifestazione per chiedere il ritiro delle multe, ovviamente noi consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra ci saremo e faccio appello ai colleghi parlamentari, consiglieri regionali e comunali perché siano presenti, non possiamo lasciare soli questi lavoratori né accettare che venga limitato il diritto allo sciopero o che venga colpito chi denuncia condizioni di sfruttamento sul lavoro”.

Movimento 5 Stelle. Anche il M5S di Prato ha aderito alla manifestazione, "nella convinzione, peraltro già espressa dal governo, che il Decreto Salvini vada modificato in molte sue parti. Quanto successo a chi manifestava in difesa dei diritti dei lavoratori e' molto grave, antidemocratico e contrario alla nostra Costituzione".


L'Arci di Prato aderisce alla manifestazione indetta per sabato 18 gennaio "a sostegno dei lavoratori della tintoria Superlativa, quasi tutti stranieri, multati, sulla base dei Decreti Sicurezza, per un presunto tentativo di blocco stradale durante lo sciopero del luglio scorso. Ritrovo alle 16 Stazione Centrale Prato".

Segreteria Regionale Rifondazione Comunista – Toscana. "Sabato prossimo saremo a Prato alla manifestazione “Prato sta con gli operai, liberi dai decreti Salvini.” Saremo presenti con una nutrita partecipazione del partito da tutte le province della Toscana. La vicenda è nota, ha travalicato giustamente i confini locali e regionali. Quella dei dipendenti della tintoria Superlativa  di Prato, che si sono visti comminare multe da quattromila euro per il fatto di aver democraticamente scioperato e manifestato di fronte a condizioni di lavoro massacranti, mancati stipendi, una situazione fuori da ogni regola. E grazie alla “sicurezza” di quelli che vogliamo continuare a chiamare padroni e per i padroni, codificata da Salvini  e dai suoi decreti sicurezza, è chi è sfruttato finisce multato e in tribunale! Continueremo  a essere a loro fianco e a quello dei sindacati che portano avanti la lotta. Nonché a chiedere il ritiro di queste aberranti sanzioni. Ci pare però che buona parte dei detrattori di Salvini, oggi al governo, non abbiano alcuna intenzione di cancellare questi decreti, così come è un fatto che il sindaco della città un tempo laniera si sia chiuso su questo tema e sulla manifestazione di sabato in un imbarazzante silenzio. Qui siamo di fronte ad una scelta di campo: o con gli sfruttatori o con gli sfruttati. Chi non prende parte si schiera tacitamente con i primi. Noi saremo in piazza per i diritti – negati e poi puniti – dei secondi. Perché queste multe vengano ritirate, perché nessuno subisca più una crudele beffa di questo genere".

Il comitato di Azione di Prato esprime "tutta la propria solidarietà ai 21 operai e alle due studentesse multate dalla polizia con sanzioni che arrivano fino a quattromila euro perché denunciati per il reato di blocco stradale durante uno sciopero fatto nello scorso mese di  ottobre. Uno sciopero indetto per  protestare contro il mancato pagamento di sette mensilità da parte dei propri datori di lavoro titolari della tintoria Superlativa e anche per denunciare le precarie condizioni di lavoro  in cui si trovano a vivere. Il sindacato che rappresenta i 21 operai, il Sì Cobas, parla di “12 ore al giorno di lavoro per sette giorni la settimana, negazione di diritti elementari come quelli alla malattia e le ferie, paghe che spesso non superano i mille euro al mese” come elementi che hanno spinto gli operai allo sciopero. Più controlli effettuati nell’azienda, in tempi diversi. da parte dell’Ispettorato del lavoro hanno effettivamente riscontrato la presenza di lavoratori in nero e varie altre situazioni di gravissima illegalità.

Per tutti questi motivi il comitato di Azione di Prato ritiene che le multe comminate agli scioperanti e alle due studentesse presenti per solidarietà, siano spropositate e del tutto fuori luogo. Azione sarà presente il 18 gennaio prossimo nella manifestazione pubblica per chiedere l’abolizione di quelle multe e si augura che presto in Parlamento vengano abrogati le leggi ed i decreti che hanno portato ad inasprire le sanzioni nei confronti di chi esercita il diritto allo sciopero".

CHI NON HA ADERITO.  "La lotta allo sfruttamento lavorativo si fa tutti insieme, unendo le forze tra categorie economiche e parti sociali, istituzioni locali e nazionali. Ci sono gli strumenti e le leggi per fare i controlli dove sono necessari e denunciare lo sfruttamento ottenendo le giuste sanzioni, come avviene da anni sul nostro territorio grazie anche all’impegno di questa Amministrazione e di tutte le altre istituzioni preposte. Sbagliano quindi i “Si Cobas” a polemizzare col sindaco Biffoni, sbaglia chi pensa di agire da solo magari ottenendo l’unico risultato di mettere ulteriormente in difficoltà gli stessi lavoratori, che sono la parte più debole da tutelare.Non si divide il fronte della legalità e della tutela dei diritti. Se si vuole essere efficaci si fa squadra e si dà il proprio contributo per agire tutti insieme. Altrimenti si ottiene solo la polemica del giorno che, a parte la visibilità ottenuta, sinceramente serve a poco". Queste le parole del segretario Pd Gabriele Bosi in merito alla protesta del sindacato "Si Cobas".

“Vanno cancellate le storture dei Decreti Salvini, norme criminogene che impediscono l’integrazione, spingono i lavoratori verso il nero e alimentano il modello produttivo illegale”. Appare netta la presa di posizione di Lorenzo Pancini, neo segretario generale della Cgil di Prato che, con la propria assemblea generale, ha approvato un documento contro lo sfruttamento lavorativo, vera e propria piaga territoriale. “Non parteciperemo alla manifestazione di sabato 18 gennaio poiché non ci ritroviamo nelle politiche espresse dagli organizzatori che, nelle riunioni e nei documenti, attaccano la CGIL e postulano il conflitto sociale come fine. Ciò non toglie – sostiene Lorenzo Pancini – che nel nostro documento si affermi la necessità di sconfiggere lo sfruttamento lavorativo, di abrogare le leggi derivanti dai decreti Salvini e si solidarizzi con i lavoratori che, purtroppo, invece di essere coperti dagli organizzatori della manifestazione del 18, sono stati invogliati da questi a bloccare il traffico ritrovandosi esposti a multe e sanzioni”. Nel documento approvato dall’assemblea generale della CGIL si riconosce che “sul territorio pratese, da anni, migliaia di imprese del manifatturiero, del trasporto e della logistica, del terziario e dell’agroalimentare, a conduzione cinese ma non solo, operano al di fuori di regole e normative. Sistema che ormai è legato a interessi locali anche di italiani, per l'affitto dei capannoni industriali, per la fornitura di servizi legali, di contabilità e fiscali e di collegamento nei processi produttivi con le aziende italiane.” Secondo Pancini “è paradossale dover constatare la scarsa disponibilità di strumenti giuridici, di reti di protezione e la presenza di norme che mantengono i soggetti deboli nell’illegalità. Le norme rappresentano spesso la causa dell’impedimento all'emersione delle condizioni di sfruttamento lavorativo tant’è che, ancora oggi, molti lavoratori e lavoratrici seppur sfruttati optano per non denunciare.” Secondo la CGIL il tempo dell’analisi del fenomeno è finito, occorre iniziare a agire azioni di contrasto all’illegalità economica. “Dobbiamo inoltre coinvolgere le istituzioni locali e le forze politiche in un’azione di rivendicazione perché il Governo centrale sia celere nell’assegnazione di un congruo numero di addetti alla vigilanza e al controllo delle imprese” conclude Lorenzo Pancini che annuncia un’iniziativa sindacale sul tema del sistema dello sfruttamento lavorativo su cui far convergere le esperienze delle associazioni territoriali che si riconoscono nei valori costituzionali e nell’integrazione tra i popoli."

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