Sicurezza
Permesso per il centro scaduto, multe fino a undicimila euro
Quattro residenti in centro storico a Prato hanno dimenticato di rinnovarlo. In due mesi hanno collezionato decine e decine di sanzioni ai varchi elettronici
PRATO. Hanno dimenticato di rinnovare il permesso per transitare con l'auto in centro storico, dove da anni risiedono, e nel giro di un paio di mesi, senza accorgersene e senza che nessuno li avvisasse fino alla notifica, hanno collezionato multe dai cinque agli undicimila euro. E' questa la triste storia che riguarda almeno quattro cittadini pratesi residenti nel centro storico e che si sono rivolti agli avvocati Nicola Parisi e Alberto Valentini per cercare di trovare una via di uscita a questa situazione che rischia di mettere in ginocchio i loro bilanci famigliari. La vicenda si riferisce all'anno scorso. Nel caso di uno dei sanzionati, quello al quale l'ammontare complessivo delle sanzioni si aggira sugli undicimila euro, risulta che la prima infrazione contestatagli è del 23 aprile 2019. La notifica gli arriva il 24 giugno 2019 insieme alla contestazione di altre centotrenta infrazioni. E' in quella data che il cittadino scopre di non aver rinnovato il permesso per entrare con l'auto nel centro storico e corre ai ripari. Ma a quel punto il danno, e che danno, è fatto. Il comune di Prato contesta le infrazioni che sono state rilevate telematicamente tramite le videocamere (Kapsch city solution) installate nelle vie di accesso al centro e senza alcun segnale per i cittadini che hanno continuato a tenere la loro condotta come negli anni precedenti quando il permesso lo avevano rinnovato.
Secondo i legali dei cittadini che hanno presentato ricorso davanti al Giudice di Pace, «la Polizia Municipale ha un servizio di allerta (autodefinito non vincolate per l'Amministrazione) mediante sms, per segnalare agli aventi diritto la scadenza del permesso. Ma il servizio non ha funzionato».
Il lungo lasso di tempo che l'Amministrazione ha lasciato intercorrere fra la prima infrazione e la notifica della sanzione ha fatto sì che il cittadino, non allertato in alcun modo, non abbia potuto ravvedersi ed abbia accumulato un numero rilevantissimo di sanzioni.
Purtroppo, sotto il profilo giuridico, le previsioni non sembrano delle migliori per i sanzionati. Infatti pare che oltre ad esservi orientamenti contrastanti all'interno dello stesso Ufficio del Giudice di Pace, anche nel caso che i ricorsi fossero accolti (i sanzionati chiedono di pagare solo la prima infrazione perché le successive dovrebbero intendersi come frutto di un'unica condotta), il Tribunale di Prato, che puntualmente verrebbe investito dal Comune di Prato in caso di esito negativo del giudizio in primo grado, abbia un orientamento non favorevole al contribuente, giacché condanna il medesimo al pagamento della somma piena per tutte le sanzioni, oltre al rimborso delle spese legali per entrambi i gradi di giudizio. L'amministrazione comunale sta sicuramente applicando la legge che prevede, riguardo i tempi della notifica, il termine dei novanta giorni. «Questo però non consente di nascondere l'effettiva iniquità per cui il Comune tarda a notificare le multe e le scarica tutte insieme addosso al privato cittadino senza dargli possibilità di difesa o ravvedimento - dice uno dei sanzionati - Peraltro le notifiche sono avvenute a mezzo pec (posta elettronica computerizzata) e quindi, probabilmente potevano essere inviate celermente una per una, senza dover attendere di cumularle».I sanzionati potrebbero essere molti di più dei quattro che si sono rivolti agli avvocati Nicola Parisi e Alberto Valentini. —
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