Sicurezza
Al galoppo in sella a Nerina. «Alessia è stata un’allieva speciale»
PRATO. In sella a Nerina andava al trotto e al galoppo. Appena possibile, Stefania Innocenti e Federica Pasciuti dell’associazione “Cavalli e Carrozze” si sarebbero organizzate per condurre Nerina a Firenze e trovare il modo per farla vedere ad Alessia dalle finestre del Meyer dove la piccola era ricoverata. Non c’è stato il tempo per un ultimo sguardo, un'ultima carezza. Con quel musino dolce e gli occhi profondi che faceva impazzire i bimbi, Nerina era la cavalla del cuore della piccola Alessia. Le era stata donata tre anni fa da un’associazione di beneficenza che collabora con il Meyer a sostegno dei malati di leucemia infantile. . Sì perché il sogno di quella bambina di Viaccia era quello di riuscire a cavalcare un cavallo tutto suo. E si era avverato. Con la giovane Nerina Alessia faceva coppia fissa. Quando stava bene, la bambina non perdeva la sua lezione settimanale di equitazione al maneggio di via del Lavacchione a Iolo.
«Alessia ci mancherà tantissimo. Quella bambina era un vulcano, un’esplosione di energia. E’ stata un allieva speciale», è il ricordo affettuoso dell'educatrice Federica. La famiglia Fedi si era avvicinata alla realtà di “Cavalli e Carrozze” quando Alessia aveva quattro anni. La piccola voleva prendere lezioni di equitazione. L’ultima l’estate l’ha trascorsa lì, al campus estivo con i suoi amati cavalli. Anche una festa di compleanno era stata organizzata in quel posto dove si sentiva sempre a casa. E se non poteva montare a cavallo perché magari il medico si era raccomandato di aspettare un po’, la bambina andava comunque al maneggio per portare le carote e offrirle come cibo a quelle creature simbolo di libertà e spirito combattivo. Come quello di Alessia: l’amore per i cavalli era davvero tutto per lei. —
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