Gioco
Pranzo della fraternità voluto dalla parrocchia per aiutare l’associazione San Vincenzo de’ Paoli
Tanta partecipazione all'iniziativa alla quale non hanno voluto mancare il sindaco di Montemurlo, Calamai, e gli assessori Fanti e Vignol
MONTEMURLO. Lasagne, crostini, cous-cous, tajine, byreku, zuppe e tantissimi dolci: si è svolto domenica scorsa a Montemurlo il secondo pranzo della fraternità, che ha messo in tavola i sapori e i colori del mondo.
L’iniziativa nasce da un’idea di don Gildas Sangou D’Aquin, parroco di Bagnolo, che, nell’ambito delle attività a sostegno dell’associazione San Vincenzo de’ Paoli che si occupa dell’assistenza degli indigenti, ha voluto promuovere un momento di incontro e condivisione, al quale non sono voluti mancare neppure il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, gli assessori Alberto Fanti e Alberto Vignoli e il presidente della San Vincenzo, Domenico Bianchi. Un pranzo al quale hanno partecipato tantissimi parrocchiani e gli operatori della San Vincenzo De’ Paoli (nelle foto in questa pagina).
«Si tratta di un’iniziativa di solidarietà e di incontro molto significativa che abbiamo condiviso con piacere – spiega il sindaco Calamai – Nessuno ha pagato il pranzo ma tutti coloro che hanno partecipato hanno portato una pietanza tipica della propria cucina per il buffet. Così, accanto ai piatti della cucina toscana, si sono affiancati i sapori marocchini, albanesi, nigeriani in uno scambio alla pari, eliminando ogni forma di discriminazione che si sarebbe venuta a creare in un’iniziativa a pagamento. E poi, si sa, il cibo da sempre è in grado di esprimere anche un intreccio di prospettive legate a identità, appartenenza e relazioni. E soprattutto in questo momento storico è davvero auspicabile che tra le persone si creino ponti di conoscenza e amicizia».
Don Gildas da tempo è concretamente impegnato nel sostegno agli indigenti e ogni ultima domenica del mese nella sua parrocchia promuove una raccolta straordinaria di offerte da destinare alle famiglie bisognose del territorio attraverso l’opera meritoria della San Vincenzo.
Il pranzo della fraternità, infatti, nasce dalla riflessione che «il buon cristiano non si può limitare ad aiutare attraverso la carità, ma si deve spingere verso l’incontro, la condivisione e la conoscenza del prossimo».
L’amministrazione comunale di Montemurlo, oltre ai vari programmi di sostegno per i cittadini più fragili, da oltre dieci anni porta avanti il progetto Vela, che vede coinvolti la Caritas e la San Vincenzo de’ Paoli.
Nel corso del solo 2019 il Comune ha sostenuto con oltre 26mila euro il progetto, attraverso il quale sono state aiutate 65 famiglie a pagare le utenze e la spesa quotidiana.
«Iniziative come questa rafforzano la coesione sociale sul territorio – conclude il sindaco Calamai – A Montemurlo per fortuna esiste una rete che vede collaborare positivamente le istituzioni e le associazioni di volontariato del territorio a sostegno di indigenti e persone che stanno attraversando momenti di difficoltà». –
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