La manifestazione
Smog, misure troppo soft e i controlli sono impossibili
Primo bilancio del blocco dei diesel euro 2 e 3 e dei limiti agli orari dei riscaldamenti.L’assessore Barberis ammette: "Ce lo impone la legge ma serve a poco"
PRATO. È scattato di nuovo il blocco alle auto e ai mezzi diesel euro 2 e euro 3 nella zona a traffico controllato della città, ossia in un raggio di un chilometro su tutte le zone di Prato avendo per centro piazza del Comune. L’abbassamento delle temperature di questi giorni, l’alta pressione, nebbia nelle zone periferiche e assenza di vento, sono ancora il propellente per il blocco al traffico. Il blocco ai diesel euro 2 e 3 (ossia mezzi immatricolati in sostanza fra il 1997 e il 2006) resterà in vigore fino al 17 gennaio, salvo cambiamenti del meteo. Per adesso, è comunque di nuovo stop alle auto diesel più vecchie e più inquinanti a partire dai varchi su Mezzana, zona Ferrucci, a sud a partire dalla zona del Soccorso, ad ovest da via Galcianese e a nord da viale Galilei.
Dall’inizio del nuovo anno gli sforamenti Pm 10 e delle Pm 2,5 sono già stati sei, praticamente tutti i giorni, e come detto la legge regionale (oltre a quella nazionale) ha reso obbligatoria l’ordinanza del sindaco. Oltre al blocco del traffico, anche se relativo e che tocca le auto più anziane, l’ordinanza impone che abitazioni e condomini possano accendere il riscaldamento passando da 12 a 10 ore al giorno. Resta difficoltoso, però, il controllo sebbene oggi sia condotto attraverso sistemi di videosorveglianza. Il 6 gennaio scorso le polveri sottili Pm10 e Pm 2,5 alla centralina di via Ferrucci sono salite a 61 e a 50 nano grammi a metro cubo, quando i limiti di legge giornalieri in Italia e in Europa sono di 50 nanogrammi a metro cubo per le polverio Pm10 e per le Pm 2,5 .
Per l’Oms, organizzazione mondiale della sanità, i valori limite dovrebbero essere un po’ più bassi, ossia di 25 nanogrammi a metro cubo giornalieri per le Pm 2,5. Di fatto, serie preoccupazioni possono giungere se si arriva ai 35 sforamenti annuali, e a Prato in pochi giorni del nuovo anno siamo già a sei sforamenti dei limiti prescritti. Ma serve davvero il blocco ai diesel euro 2 e 3 e come vengono controllati? In realtà, anche dal Comune fanno sapere che l’ordinanza per il blocco di alcune tipologie di mezzi è determinato dalla legge e dal dato rilevato. In pratica, il blocco nella Ztc ai diesel euro 2 e euro 3 significa a conti fatti limitare a Prato l’uso di poche centinaia di auto o altri mezzi a idrocarburi. Una misura leggera, anche se obbligatoria, di difficile contrasto all’inquinamento dell’aria, se non ci sarà il salvifico vento di tramontana a spazzare via le polveri oppure una perturbazione di pioggia ad abbatterle a terra. La storia si ripete.
«La misura obbligatoria per legge riguarderà solo qualche centinaio di mezzi e i controlli vengono fatti dalla polizia municipale nella zona della Ztc , ma vengono fatti random in alcune ore della giornata» spiega l’assessore all’ambiente Valerio Barberis. E se si rende difficile fermare e sanzionare quei mezzi diesel euro 2 euro 3 che superano l’area della Ztc, ancora più complesso se non impossibile può risultare il controllo sugli orari di accensione del riscaldamento nelle case e nei condomini. E intanto, i dati salgono sempre di più. Il 7 gennaio le centraline di via Ferrucci hanno registrato 76 nanogrammi a metro cubo per le Pm 10 e 58 nanogrammi a metro cubo per le Pm 2,5. Non è andata meglio in via Roma, qui le Pm 10 sono salite a 86 nanogrammi e le Pm 2,5 a 69 nanogrammi.
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