Il Tirreno

Prato

il caso 

Imprenditore “prigioniero” della Motorizzazione civile

Maria Lardara
La sede della ditta Troni a Maliseti
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La sede della ditta Troni a Maliseti

Prato, costretto a tenere fermi i camion per tre mesi perché manca un pezzo di carta. Giovedì 9 il consiglio comunale straordinario sul collasso degli uffici fiorentini

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PRATO. I camion sono gli stessi di quando era in società con il cognato, da poco in pensione. Sempre due mezzi, con la gru per sollevare i rottami di ferro. Prima erano intestati alla Troni snc, ora fanno capo alla ditta individuale di Moreno Brandini. Solo che al momento sono fermi e rischiano di restare così per altri tre mesi. Questo il tempo che gli uffici fiorentini della Motorizzazione Civile hanno dato a Brandini, piccolo imprenditore che lavora da oltre 30 anni nel recupero degli scarti ferrosi, per avere l’autorizzazione al “trasporto conto proprio”. Senza quella non viaggiano i camion, senza si ferma l’imprenditore. Succede quando la burocrazia ci mette lo zampino. «Succede quando per assurdo si lavora nella terza città più grande del centro Italia che non ha gli uffici della Motorizzazione». E succede alla vigilia del prossimo consiglio comunale straordinario, in programma il 9 gennaio, dedicato proprio alla situazione della Motorizzazione oggi al collasso per carenza d’organico. Non è un caso che negli ultimi mesi siano stati denunciati più disservizi da parte delle associazioni di categoria per i tempi biblici legati alle patenti di guida.

 Lo stop. Il lavoro di Brandini si nutre di sudore e fatica. Insieme al cognato, ha mandato avanti per tanti anni una piccola realtà specializzata nel ritiro di rottame ferroso, soprattutto quello proveniente dalla demolizione di telai. Ma la Troni snc è stata chiusa alla fine del 2019 per il pensionamento di uno dei soci. A 61 anni Moreno è rimasto da solo, così ha aperto la ditta individuale e proprio in questi giorni è in procinto di trasferirsi da Maliseti in un nuovo stanzone a Montemurlo. A lui la pensione non toccherà prima dei prossimi sei anni. Ma gli toccano i guai con la burocrazia. L’unico adempimento che non ha dato problemi è il passaggio di proprietà al Pubblico Registro Automobilistico per modificare l’intestazione dei mezzi.

«Non si contano i viaggi fra gli uffici che ho fatto a dicembre - dice - Sono stato anche alla Motorizzazione di Pistoia dove la licenza per il trasporto in conto proprio viene rilasciata entro dieci giorni. Ma per competenza devo rivolgermi a Firenze dove servono dai due ai tre mesi». Risale al 2012 l’accorpamento della Motorizzazione pratese con il capoluogo gigliato: gli uffici di Gonfienti furono soppressi per contenimento della spesa pubblica. Quella chiusura fu un boccone amaro da ingoiare per i pratesi. Negli ultimi tempi i disagi si sono moltiplicati anche per le imprese. L’ultimo è l’odissea di Brandini che dovrebbe aspettare tre mesi per avere un “pezzo di carta” che lo faccia lavorare. «Sono bloccato con i libretti dei camion. Senza l’autorizzazione al trasporto conto proprio, non posso iscrivermi con la nuova ditta all’albo dei gestori». Per il 10 gennaio è fissato un appuntamento in Provincia per vedere di accelerare i tempi.

Il consiglio. La seduta di giovedì 9 servirà anche a portare all’attenzione della politica questi ritardi. Ne è sicura la consigliera del Pd Martina Guerrini. «Il tema merita attenzione perché ci sono piccole imprese, come quella al centro di questa storia, che rischiano di perdere commesse per i ritardi dovuti all’assenza della Motorizzazione a Prato, non possiamo permettercelo».

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