Il Tirreno

Prato

il caso 

Arrestato cassiere della Pam Intascava i soldi della spesa

Paolo Nencioni
Arrestato cassiere della Pam Intascava i soldi della spesa

Incastrato dalle telecamere nascoste dei carabinieri: batteva il prezzo totale ma annullava lo scontrino. Fermo non convalidato per un cavillo giuridico

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prato. I clienti cinesi della Pam di via Pistoiese pagavano la spesa, ma i soldi, anziché entrare in cassa, finivano nelle tasche del cassiere. Per questo venerdì i carabinieri lo hanno arrestato con l’accusa di appropriazione indebita. In manette è finito un uomo di 52 anni, residente a Montale, di cui non è stato reso noto il nome, che è stato prelevato sul posto di lavoro e portato al Comando provinciale per la contestazione dell’accusa. Ieri il cassiere, difeso dall’avvocato Christian Vannucchi, è comparso davanti al giudice Mariella Galano, che però non ha convalidato il fermo per una questione meramente tecnica: mancava la querela del supermercato per i fatti contestati venerdì e dunque il cassiere è tornato in libertà, anche se rimane indagato per appropriazione indebita.

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Laura Canovai sono iniziate nel mese di ottobre in seguito a una querela presentata dalla direzione del supermercato.

C’era qualcosa che non tornava. Non tanto nei conti, che erano a posto, quanto nelle scorte di magazzino. In pratica spariva molta più merce di quella che risultava pagata. È un problema comune a tutti i supermercati, dovuto in genere ai furti che non vengono scoperti. Stavolta però gli ammanchi hanno superato il livello di guardia e la direzione ha deciso di vederci chiaro.

L’attività dei carabinieri è iniziata dal controllo degli scontrini. Ben presto ci si è accorti che molti clienti cinesi uscivano dal supermercato senza lo scontrino. I militari in borghese li hanno fermati e hanno chiesto a ciascuno da quale cassa fosse passato. Le indagini dunque si sono concentrate su un cassiere in particolare e durante l’orario di chiusura del supermercato sono state installate delle telecamere nascoste. Sono state poi le immagini a dare la conferma ai sospetti. Si è così scoperto che il sistema escogitato dal cassiere infedele era molto semplice: batteva il prezzo dei prodotti, mostrava il totale al cliente e si faceva pagare, ma poi annullava lo scontrino e intascava il contante. Lo faceva solo coi clienti cinesi, evidentemente poco sensibili al ritiro dello scontrino: i carabinieri hanno spiegato che nessuno di loro lo ha chiesto prima di uscire dal supermercato.

Al momento non è stato possibile quantificare l’effettivo ammanco di cui si sarebbe reso responsabile il cassiere perché, come detto, non tutta la merce che risulta non pagata può essere addebitata a lui. Una parte è il frutto di furti non scoperti. Ora però il cinquantaquattrenne di Montale rischia ovviamente di perdere il posto che occupava da più di venti anni. Dal supermercato di via Pistoiese preferiscono non commentare la vicenda, ma è presumibile che l’indagato non tornerà al suo posto. —

Paolo Nencioni

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