Sicurezza
Un condominio assediato da rifiuti e auto abbandonate - Foto
Montemurlo, in via Ombrone, nella periferia industriale, c’è una situazione da terzo mondo. Una residente: «Così non si vive». Il sindaco: «Area privata, ma interverremo»
MONTEMURLO. «Un cane legato alle catene e un altro libero spesso senz’acqua e che sono pericolosi», dice Adelaide Mazzucca, poi materassi, mobili smontati e ammassati, inerti, rifiuti di ogni tipo e carcasse di furgoni e auto abbandonate a cielo aperto difronte ad un condominio degli anni sessanta in via Ombrone. È questa la scena di vita quotidiana che si presenta ai condomini, un piccolo stabile di cinque appartamenti, fra il civico 33 e il civico 35 in questa zona industriale di Montemurlo, che sembra lasciata a se stessa. Forse anche da troppo tempo. Piena periferia industriale di Montemurlo, fra zone pubbliche e aree private, al limite di uno scenario fatto di immagini forti, e soprattutto di discariche di rifiuti come se ne vedono di rado.
E qui, dove la strada si divincola fra capannoni artigianali e qualche piccolo stabile, dove negli anni sessanta si costruiva casa e bottega di lavoro, sembra esplodere adesso un caso, soprattutto dopo che alcuni giorni fa una persona sarebbe stata morsa da un cane in libertà, senza guinzaglio, in strada vicino ad un capannone dove si trovano dei cittadini orientali. Esasperazione, difficoltà di interazione con le popolazioni stranieri che vivono nella zona, e così Adelaide Mazzucca, di Prato, 48 anni, ma che in questo piccolo condominio ha la madre inferma di 82 anni che ci vive e viene ogni giorno, non ha retto più e ha lanciando l’SOS. «Non ce la faccio più e neppure tutti gli altri italiani che vivono in questo stabile, non ce la fanno più. Qui il degrado è talmente alto e preoccupante che ogni giorno sembra di combattere contro qualcosa di irreale», dice raccontando una vicenda che sembra avere dell’incredibile. Ma c’è un se. E il se sta nel fatto che tutti gli abbandoni di rifiuti, nonché auto in disuso e allo sfascio, sono in un’area privata, anche se accessibile, come lo stesso condominio e gli stessi capannoni dove, secondo i residenti della via, vivrebbero e lavorerebbero decine di cinesi.
«È un via vai continuo di persone orientali, spuntano come funghi – prosegue la signora Mazzucca – secondo noi ci sono anche molti clandestini, ad ogni ora cambiano persone di continuo in questi capannoni, il degrado e l’inquinamento sono oltre ogni limite». . Situazione difficile. Tanto che la stessa polizia municipale di Montemurlo, nel seguire le segnalazioni su questa parte di via Ombrone, è arrivata anche a multare i condomini dello stabile proprio per non aver vigilato sull’abbandono dei rifiuti. Sanzioni non eseguite, poi, per il ricorso fatto e vinto dagli stessi condomini, in quanto non solo loro i proprietari del piazzale. «Non sappiamo più cosa e come muoverci. Il degrado continua ad andare avanti. Abbiamo chiamato più volte Alia per rimuovere gli abbandoni di rifiuti e alcune volte gli operatori sono venuti, ma ci è stato detto che non è possibile farlo continuamente visto che, anche se accessibile, quest’area è privata».
Prima dei capannoni e del condominio c’è, infatti, un grosso cancello industriale che delimita l’area, anche se sempre aperto. Cancello che, per il sindaco di Montemurlo, dovrebbe essere chiuso. «Al di là delle servitù e delle pertinenze, quella è un’area privata. Certo la situazione è realmente preoccupante, come abbiamo visto dalle foto e dalle relazioni che sono state fatte», dice Simone Calamai. Per aggiungere «l’amministrazione e anche la polizia municipale sono a conoscenza di questa situazione estremamente preoccupante. Il nostro compito è mettere il proprietario del piazzale privato in condizione di garantire un luogo che sul piano igienico e ambientale sia a norma e sia civile. Ci stiamo attivando proprio per fare in modo che il proprietario del piazzale faccia questo».
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