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Lo sfogo del presidente Lassi «Troppe tasse e burocrazia»

Lo sfogo del presidente Lassi «Troppe tasse e burocrazia»

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PRATO. «Siamo di fronte ad una città che svanisce», esordisce Mauro Lassi, presidente Confesercenti Prato, di fronte al problema delle chiusure delle attività commerciali anche e talvolta soprattutto a causa del combinato disposto di caro fitti e burocrazia. È necessario – continua Lassi – aiutare le attività commerciali, far rivivere i tanti locali sfitti dei centri storici e sostenere le piccole imprese. Queste debbono essere priorità nell’agenda della politica. La mancata proroga della cedolare secca sulle locazioni commerciali è una vera batosta per l’economia locale e soprattutto per il commercio di vicinato».

Secondo l’associazione di via Pomeria, in un momento di forte difficoltà dei piccoli negozi commerciali che cercano in ogni modo di contenere i costi, le spese contenute dell’affitto sono fondamentali per permettere alle attività di sopravvivere.

«Sono troppe le saracinesche abbassate – chiosa Lassi –. Colpa solo degli affitti? Certamente no, colpa della crisi dei consumi sicuramente, colpa della burocrazia e delle troppe tasse senza dubbio. Ma si parla tanto di sostenere le piccole imprese i negozi di vicinato che rappresentano la linfa vitale delle nostre città e la spina dorsale dei nostri paesi e delle nostre frazioni, che senza negozi aperti, senza luci accese, i nostri paesi rimangono al buio e il buio non porta a nulla di buono. Ma poi all’improvviso, si annullano provvedimenti che possono contribuire ad aiutare il commercio».

E’ stata annullata, infatti, l’attesa proroga al 2020 dell’aliquota agevolata al 21% sui canoni di locazione degli esercizi commerciali e quindi ripristinata la vecchia regola.

In assenza della cedolare il proprietario del fondo commerciale, è infatti soggetto all’Irpef, all’addizionale regionale Irpef, all’addizionale comunale Irpef e all’imposta di registro, per un carico totale che può superare il 48% del canone e al quale deve aggiungersi la patrimoniale Imu-Tasi, oltre alle spese di manutenzione dell’immobile e quindi di conseguenza aumenta i canoni di affitto.

«Una cancellazione improvvisa e inaspettata – sottolinea Lassi – che ci lascia a dir poco perplessi. Si trattava di un provvedimento che senz’altro poteva e doveva essere migliorato, ma non stralciato del tutto. Così si dà un ulteriore colpo ai piccoli negozi». —

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