Sicurezza
Rischia di soffocare per un boccone andato di traverso
Un uomo di 42 anni è stato salvato dal medico della Misericordia di Vaiano dopo il malore accusato alla Chiesanuova: ora è in prognosi riservata
PRATO. Ha rischiato di morire per un boccone andato di traverso e ora è ricoverato nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata. Il protagonista della disavventura, accaduta nella tarda mattinata di oggi, 28 dicembre, in un'abitazione della Chiesanuova, è un uomo di 42 anni che stava mangiando quando ha smesso di respirare e ha perso conoscenza. I familiari si sono comprensibilmente allarmati e hanno cercato di aiutarlo a deglutire, ma non sono riusciti a fare molto. Nel frattempo è stato chiamato il 118 e il caso ha voluto che nelle vicinanze dell'abitazione dove l'uomo stava soffocando, in via Garigliano, si trovasse a passare un'ambulanza della Misericordia di Vaiano, che stava rientrando in sede dopo aver accompagnato un paziente all'ospedale Santo Stefano per un ricovero.
In questi casi la tempestività dei soccorsi fa la differenza. Contano i minuti e anche i secondi. Gli operatori della centrale del 118, che hanno sotto controllo gli spostamenti di tutte le ambulanze, si sono accorti che quella della Misericordia stava passando proprio vicino all'abitazione del quarantenne in difficoltà e dunque l'hanno dirottata in via Garigliano in codice rosso. Quando il medico è arrivato sul posto ha trovato il paziente in grave difficoltà, era cianotico e non respirava. Per prima cosa il medico e i volontari hanno praticato le manovre di disostruzione per far espellere il boccone che bloccava la respirazione, poi hanno proceduto con le manovre di rianimazione fino a quando il paziente è stato stabilizzato ed è stato possibile portarlo all'ambulanza. Pochi minuti dopo, al termine di una veloce corsa, il quarantenne è arrivato al pronto soccorso del Santo Stefano e di lì è stato poi trasferito nel reparto di Rianimazione.
Il paziente ha superato il momento peggiore, ma i medici si sono comunque riservati la prognosi perché in questi casi, quando un corpo estraneo finisce nei polmoni, c'è sempre il rischio di un'infezione o di una polmonite. Per questo il quarantaduenne rimarrà per qualche giorno in osservazione. Pare che a provocare la crisi respiratoria sia stato un pezzo di affettato che gli è andato di traverso e che l'uomo non è riuscito a espellere da solo.
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