Il Tirreno

Prato

Tribunale, per il ministero va tutto bene ma il presidente racconta un’altra storia

di Paolo Nencioni
La "storica" macchia di umidità al secondo piano del Palazzo di giustizia
◗
La "storica" macchia di umidità al secondo piano del Palazzo di giustizia

Alfonso Bonafede risponde all’interrogazione di Giorgio Silli ma viene smentito da Francesco Gratteri: "Mancano cancellieri e funzionari"

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. A sentire il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede va tutto (quasi) bene, mentre per il deputato pratese di “Cambiamo” Giorgio Silli siamo in una situazione «da terzo mondo». In mezzo c’è il presidente Francesco Gratteri che certo non le manda a dire al ministro. Stiamo ancora parlando del Tribunale di Prato, afflitto da storici e cronici problemi strutturali e di mancanza di personale. Due settimane fa gli avvocati della Camera penale hanno proclamato lo stato di agitazione quando hanno appreso che le udienze d’ora in avanti sarebbero terminate alle 14 per carenza di personale amministrativo (il giorno prima un pannello caduto nell’unico ascensore funzionante aveva ferito un testimone). E in quei giorni il deputato Silli ha presentato un’interrogazione al ministro che mercoledì 18 dicembre ha risposto, tramite un sottosegretario, tentando di tranquillizzare. Senza riuscirci, peraltro.

Dice innanzitutto Bonafede che nel 2016 alla pianta organica di Prato sono stati aggiunti due giudici e che nel 2018 la pianta organica degli assistenti giudiziari è stata ampliata di sei unità (da 18 a 24 posti). Parla di 13 nuove assunzioni senza specificare in che ruolo e dice anche che si è appena conclusa la preselezione per l’assunzione, in tutta Italia, di 2.329 funzionari giudiziari e 616 operatori giudiziari e che qualcuno per forza arriverà anche a Prato. Dunque non sarebbe il caso di preoccuparsi.

Ma il presidente Francesco Gratteri, che la situazione del Tribunale di Prato ce l’ha sotto gli occhi tutti i giorni, non è per niente d’accordo. Intanto sui numeri, che non è poco. A lui risulta che la pianta organica degli assistenti giudiziari, cioè quelli che fanno andare avanti la macchina della giustizia, sia stata portata da 20 a 22 e non da 18 a 24. Ma non è questo il punto: il fatto è che cinque di questi assistenti sono distaccati in altre amministrazioni, e dei 10 cancellieri in pianta organica ce ne sono appena tre. I direttori amministrativi dovrebbero essere cinque e sono due, mentre il dirigente amministrativo non c’è da vent’anni e tocca farlo allo stesso Gratteri. Quanto ai funzionari giudiziari, dovrebbero essere 17 e invece ce ne sono 11. Complessivamente la scopertura rispetto alla pianta organica è del 31%. Insomma, una fotografia molto diversa da quella che ha scattato il ministro Bonafede. E certo più attendibile, perché questi sono numeri certi, gli altri no. «La situazione - avverte Gratteri - è suscettibile di ulteriori margini di peggioramento, mettendo a rischio l’assistenza al giudice in udienza penale». A Prato se ne fanno almeno 70 al mese.

Il ministro poi si avventura nel rischioso terreno degli ascensori, ricordando che nel 2018 sono stati finanziati interventi di riparazione «agli ascensori 4, 5 e 6» ed è in corso un’indagine per l’affidamento dei lavori. La triste realtà, come sanno tutti coloro che frequentano il Tribunale, è che da anni ormai ne funziona solo uno su quattro per il pubblico (certe volte nemmeno quello) e uno interno per i magistrati. «Gli aumenti di organico di cui favoleggia il dicastero – accusa il deputato Giorgio Silli - sono solo tabellari: è inutile che ci rispondano sulla manutenzione di un ascensore quando il tribunale cade letteralmente a pezzi. È una vergogna, si tratta di uno dei pochi argomenti che mette d’accordo avvocati magistrati, politici di ogni colore e associazioni di categoria. Ho pregato il ministro di aver un occhio di riguardo per le condizioni indecenti di una delle città più industrializzate d’Europa». Le criticità del Tribunale di Prato, ricorda Silli, sono note da tempo: mancano magistrati, personale della cancelleria e l'immobile è fatiscente. «Lo scorso anno aleggiava addirittura la soppressione del Tribunale fallimentare per accorparlo a quello di una comune molto più piccolo di Prato, che è la terza città del centro Italia».

«C'è bisogno di un Tribunale all'altezza - conclude il deputato di Cambiamo - affinché i processi possano andare avanti in tempi accettabili. Ci aspettiamo dal governo un intervento serio e risolutivo, perché ad oggi il tribunale non funziona e la giustizia non va avanti. Una città così importante non merita di avere un sistema giudiziario da terzo mondo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web