Il Tirreno

Prato

Via di Nebbiaia strada a rischio, trecento firme per la sicurezza

Maria Lardara
Giacomo Ballerini, cittadino di Tavola, durante la seduta della commissione consiliare
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Giacomo Ballerini, cittadino di Tavola, durante la seduta della commissione consiliare

Prato, i residenti di Tavola portano la petizione in commissione con varie proposte: rallentatori di velocità, attraversamenti rialzati, pista ciclabile, nuova segnaletica

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PRATO. Ogni volta che Giuliano Cirri esce da casa per buttare la spazzatura deve tenere gli occhi ben aperti. Sì perché questo residente di Tavola, quando apre il cancello, si ritrova in un attimo sulla strada. Stesso copione per altre tre famiglie di via di Nebbiaia: davanti alle loro case il marciapiede lascia a desiderare. E poi auto da schivare mentre corrono a tutta velocità, incroci pericolosi, sorpassi azzardati, traffico pesante. Suona la carica dei residenti di Tavola: in 300 hanno raccolto le firme per chiedere all’amministrazione di mettere in sicurezza via di Nebbiaia. Giuliano Cirri, insieme a Daniele Bettazzi, è uno dei primi due firmatari della petizione che ieri pomeriggio è arrivata sul tavolo della commissione consiliare 3 presieduta da Paola Tassi. L’ultimo incidente risale all’11 dicembre, all’intersezione con via Ciotti.

«Nessuno rispetta il limite di 50 sul rettilineo – dicono Cirri e Bettazzi – Dobbiamo aspettare che ci scappi il morto? Chiediamo al Comune di mettere in sicurezza la strada trovando dei sistemi per indurre gli automobilisti a rallentare». Che non siano rose e fiori su quel tratto di due chilometri che corre parallelo alla tangenziale, lo sanno anche gli uffici tecnici preposti. Numeri alla mano, è l’assessora alla mobilità Flora Leoni a far ricredere i residenti sul tasso di incidentalità della strada. «Si contano sette sinistri, spalmati nell’ultimo triennio. Per valutare la pericolosità di via di Nebbiaia bisogna basarci su dati oggettivi». L’ultimo intervento in via di Nebbiaia risale al 1996, quando Massimo Carlesi (oggi consigliere comunale in quota Demos) era presidente della circoscrizione Sud.

«Via di Nebbiaia ha cambiato pelle, si è appesantito il traffico ed effettivamente su certi incroci pericolosi va posta attenzione», ammette Carlesi in commissione mentre la collega del Pd Martina Guerrini pone l’accento sulle «indicazioni poco chiare per chi gira con i mezzi pesanti e non conosce la viabilità di Tavola». In ogni caso, come auspica Claudio Belgiorno (Fratelli d’Italia), «va trovata una soluzione per i cittadini». Che per la geometra Gerarda Del Reno (responsabile del servizio mobilità) richiede uno studio approfondito della viabilità sul medio e lungo termine. Sull’immediato comunque si pensa ad alcuni correttivi per rendere più sicura via di Nebbiaia.

«Si può pensare a degli attraversamenti pedonali rialzati in prossimità delle abitazioni, illuminabili al buio, come sistema di deterrente per la velocità. Un lavoro importante può essere fatto anche sulla segnaletica all’altezza dell’incrocio con via Ciotti. L’ipotesi di una pista ciclabile per restringere la carreggiata è fattibile - aggiunge Del Reno - ma richiede un lavoro più lungo e dispendiosi in termini di risorse». Una curiosità: ad assistere ai lavori della commissione c’era Giacomo Ballerini, storica memoria di Tavola e rappresentante del circolo territoriale del Pd. L’anziano residente non ha firmato la petizione e ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa. «Come mai - chiede -non è stato coinvolto il circolo Arci Olimpia nella raccolta delle firme?».

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