Gioco
Giunti provvisori sui ponti, svelato il mistero delle buche
Parla l'ingegner Alessandro Adilardi, ora dirigente a Montale e all'epoca responsabile dei lavori sulla strada che collega Montemurlo a Montale: "Soluzione temporanea in attesa di nuove risorse, ma le strutture reggono"
PRATO. “Meglio aver paura che buscarne”, recita un proverbio toscano. Perché con la tenuta di ponti e viadotti, si sa, non si scherza. E quindi meglio chiudere una strada e avere il tempo di approfondire una serie di crepature “sospette”, quelle che la polizia municipale di Montemurlo aveva più volte segnalato al Comune di Prato. Seconda tangenziale, lotto 3C inaugurato agli inizi di luglio ribattezzato via della Costituzione. Cinque mesi dopo, “vibra” il ponte all’altezza del torrente Meldancione al passaggio di automobilisti e mezzi pesanti: troppo vistosi i cedimenti del manto stradale tanto da costringere la polizia municipale e i tecnici dell’amministrazione pratese a transennare la carreggiata. Dipenderebbero dai giunti provvisori, secondo l’ingegnere Alessandro Adilardi che il 1° ottobre scorso è entrato in servizio a Montale come dirigente dell’ufficio lavori pubblici. Ma quando Adilardi parla, si toglie il cappello di responsabile per il Comune di Montale per indossare quello di ex tecnico dell’ufficio grandi opere dell’amministrazione pratese. L’ingegnere ci mette la faccia, di fronte a quello che considera un "un allarmismo inutile".
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"Il ponte è sicuro - dice - Ero io il responsabile dei lavori. Furono utilizzati dei giunti provvisori ben sapendo che qualche problemino l’avrebbero dato. Non c’erano risorse per acquistare i giunti definitivi".
A Montale hanno avuto lo stesso problema due mesi fa: in quel caso la crepatura stradale all’altezza del ponte sull’Agna è stata sistemata con due ballini di asfalto a freddo. Stessa strada, due ponti, due competenze territoriali (e soluzioni) diverse. Il tratto di via della Costituzione è lungo 1.730 metri: ricade soprattutto nel territorio di Montale ma attraversa anche Prato e Montemurlo. L’investimento per lavori durati tre anni è stato di 6.400.000 euro suddiviso tra i Comuni di Prato, Montemurlo, Montale, Agliana, Quarrata, Province di Prato e Pistoia, Regione Toscana. Prato è l’ente attuatore, motivo per cui la polizia di Montemurlo ha passato le ripetute segnalazioni degli automobilisti ai tecnici pratesi.
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La spesa per i giunti definitivi, a sentire Adilardi, ammonterebbe a circa 30-40mila euro. Perché non aspettare di averli prima di inaugurare in pompa magna la nuova strada? "Bella domanda. Io aspetterei ad aprire una strada se manca il guardrail, ad esempio. Ma lo stanziamento per l’acquisto dei giunti definitivi c’è, rientra fra i centomila euro trasferiti dal Comune di Agliana – ricorda l’ingegnere - Il rischio è che si tenga chiusa una strada per due mesi", fa notare Adilardi.
Di certo l’inaugurazione di quel tratto della seconda tangenziale non è stata una passerella elettorale. Parola di Matteo Biffoni, sindaco di Prato. "L’abbiamo fatta a luglio, non a maggio. I nostri tecnici sono al lavoro per capire cosa è successo. Dalle prime verifiche sembra che il problema dipenda dal sistema di aggancio fra il ponte e la strada – fa sapere il sindaco - L’obiettivo è riaprire prima possibile la strada: si tratta di un intervento da poche decine di migliaia di euro". Una volta avuta la spiegazione tecnica delle crepe sull’asfalto, il Comune potrà procedere a un affidamento d’urgenza dei lavori di risanamento.
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