Il Tirreno

Prato

Figlio col ragazzino, i difensori: "Sesso consenziente anche sotto i 14 anni"

di Paolo Nencioni
Gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri
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Gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri

Gli avvocati hanno presentato un'eccezione di legittimità costituzionale sostenendo che oggi i giovani hanno uno sviluppo precoce rispetto al passato

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PRATO. "Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente". Citano la Giulietta di Shakespeare gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri nella memoria che hanno depositato oggi, 16 dicembre, al Tribunale di Prato sollevando un'eccezione di legittimità costituzionale nel processo che vede imputata una operatrice socio-sanitaria di 31 anni con l'accusa di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzo che all'epoca non aveva ancora compiuto 14 anni, dal quale poi ha avuto anche un bambino.

L'eccezione si propone uno scopo che gli stessi legali definiscono "ambizioso", e cioè di cambiare una norma secondo la quale i minori di 14 anni, e in certi casi di 16 anni, non possono prestare un consenso consapevole a rapporti sessuali con adulti, una norma che Alfano e Nistri giudicano "figlia di un'epoca passata e di considerazioni mediche, psicologiche e psicopedagogiche ormai superate".

"La data dello sviluppo psicofisico dei ragazzi, infatti - scrivono i due legali nella memoria - si è notevolmente abbassata e siamo passati, solo a titolo esemplificativo, da una media dei 16/17 anni per il primo menarca, ad una media dei 12 anni. Ciò è dovuto a cambiamenti alimentari e sociali drastici rispetto agli anni passati, che hanno portato ad una anticipazione dello sviluppo psicofisico dei nostri ragazzi i quali, attraverso un numero sempre più grande di programmi ed alla facile accessibilità di internet anche attraverso gli smartphone, raggiungono una consapevolezza del proprio fisico e della propria sessualità ben prima rispetto ai decenni passati". Per spiegare il riferimento a "Giulietta e Romeo", Alfano e Nistri scrivono: "Non tutti sanno che ella, nell’opera, non aveva ancora compiuto 14 anni".

Nel processo in corso a Prato, che vede imputato anche il marito della donna, accusato di essersi attribuito la paternità del bambino pur sapendo che non era suo, il fatto che il ragazzo non ancora quattordicenne non potesse dare, dal punto di vista giuridico, il consenso ai rapporti sessuali è il nocciolo della questione, su cui si basano anche l'accusa di violenza sessuale mossa nei confronti della donna. Il Tribunale ha acquisito la memoria difensiva e ha rinviato al 14 gennaio per le repliche del pubblico ministero e della parte civile.

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